Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
LECS 970x120 1
Banner Ransomfeed 320x100 1
90.000 NAS D-Link a rischio! Scoperta una nuova Vulnerabilità che non verrà Aggiornata

90.000 NAS D-Link a rischio! Scoperta una nuova Vulnerabilità che non verrà Aggiornata

12 Novembre 2024 07:19

I ricercatori hanno scoperto che più di 60.000 NAS D-Link che hanno terminato il supporto sono suscettibili al command injection. Sebbene esista già un exploit disponibile pubblicamente per questo problema, gli sviluppatori D-Link non hanno intenzione di rilasciare patch.

La vulnerabilità critica è il CVE-2024-10914 (punteggio CVSS 9.2) ed è associata al comando cgi_user_add in cui il parametro name non è adeguatamente ripulito. Di conseguenza, un utente malintenzionato non autorizzato potrebbe sfruttare il problema per inserire comandi shell arbitrari inviando ai dispositivi richieste HTTP GET appositamente predisposte.

L’errore riguarda diversi modelli NAS D-Link:

  • DNS-320 versione 1.00;
  • DNS-320LW versione 1.01.0914.2012;
  • DNS-325 versioni 1.01 e 1.02;
  • DNS-340L versione 1.08.

Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

Il ricercatore di sicurezza Netsecfish che ha scoperto questa vulnerabilità scrive che per sfruttarla è necessario “inviare una richiesta HTTP GET modificata al dispositivo NAS con un input dannoso nel parametro name. Questa richiesta curl genera un URL che esegue il comando cgi_user_add con il parametro name, che include il comando shell incorporato”, spiega lo specialista.

Secondo Netsecfish, la piattaforma FOFA ha identificato 61.147 hit e 41.097 indirizzi IP univoci associati ai dispositivi D-Link vulnerabili a CVE-2024-10914.

I rappresentanti di D-Link hanno già pubblicato un bollettino di sicurezza dedicato a CVE-2024-10914, in cui hanno confermato la presenza del problema. Tuttavia, non è necessario attendere le patch, poiché il supporto per i dispositivi vulnerabili è già stato interrotto e il produttore consiglia ai proprietari di NAS semplicemente di smettere di utilizzare prodotti vulnerabili o almeno di isolarli da Internet.

Vale la pena notare che nella primavera di quest’anno D-Link non ha risolto le vulnerabilità CVE-2024-3272 e CVE-2024-3273, che interessavano più di 90.000 NAS obsoleti. Poi i dispositivi hanno iniziato ad essere attaccati già pochi giorni dopo la divulgazione delle informazioni sul bug.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La redazione di Red Hot Cyber è composta da professionisti del settore IT e della sicurezza informatica, affiancati da una rete di fonti qualificate che operano anche in forma riservata. Il team lavora quotidianamente nell’analisi, verifica e pubblicazione di notizie, approfondimenti e segnalazioni su cybersecurity, tecnologia e minacce digitali, con particolare attenzione all’accuratezza delle informazioni e alla tutela delle fonti. Le informazioni pubblicate derivano da attività di ricerca diretta, esperienza sul campo e contributi provenienti da contesti operativi nazionali e internazionali.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyberpolitica
Cloudflare minaccia di chiudere in Italia per una multa milionaria. Ma la verità dove sta?
Redazione RHC - 14/01/2026

Il CEO di Cloudflare, Matthew Prince, ha minacciato di chiudere le attività dell’azienda in Italia dopo che l’autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni del Paese le ha imposto una multa pari al doppio del suo fatturato…

Immagine del sitoCybercrime
Orion Leaks: Erede Legittimo o “Scavenger” nell’Ombra di LockBit?
Raffaela Crisci - 14/01/2026

Un’analisi approfondita sulle connessioni infrastrutturali del gruppo emergente Orion Leaks e il suo possibile legame con l’ex gigante LockBit RaaS. Negli ultimi mesi, a seguito dell’Operazione Cronos, condotta da agenzie internazionali per smantellare l’infrastruttura e…

Immagine del sitoCybercrime
Morte on demand: le reti digitali che trasformano i ragazzi e i disabili in killer
Redazione RHC - 13/01/2026

Negli ultimi mesi si sta parlando sempre più spesso di un cambio di paradigma nel cybercrime. Quello che per anni è stato percepito come un ecosistema prevalentemente digitale — fatto di frodi, furti di identità,…

Immagine del sitoCybercrime
Basta un riavvio: il trucco che spegne Windows Defender prima ancora che parta
Redazione RHC - 13/01/2026

A volte, per disattivare la protezione di Windows non è necessario attaccare direttamente l’antivirus. È sufficiente impedirne il corretto avvio. Un ricercatore che si fa chiamare Two Seven One Three (TwoSevenOneT) ha pubblicato su GitHub…

Immagine del sitoCultura
La mente dietro le password: Errore umano? No, un legame che non c’è. Puntata 4
Simone D'Agostino - 13/01/2026

Quando la sicurezza fallisce prima ancora dell’errore Questo testo nasce dall’esperienza diretta, maturata osservando nel tempo numerosi casi di frodi e incidenti informatici, in cui il fattore umano nella sicurezza è stato l’elemento che ha…