
Nel corso dei primi sei mesi dell’anno, si sono registrati oltre 900 attacchi informatici, con quasi 24mila dispositivi connessi esposti a potenziali minacce, riporta il quotidiano ilgiorno. Le aziende della Brianza, nonostante i progressi compiuti nella transizione digitale, si trovano particolarmente vulnerabili di fronte a questi attacchi. L’inizio del 2024 si è rivelato difficile per quanto riguarda la sicurezza dei dati e dei sistemi aziendali, con attacchi persistenti che mettono a rischio informazioni sensibili e l’operatività delle imprese.
Nel primo trimestre, le aziende brianzole hanno subito ben 467 attacchi, seguiti da 466 incursioni nel secondo trimestre, in un susseguirsi di violazioni informatiche che sfruttano, tra le altre cose, password deboli e sistemi non aggiornati. Questi attacchi, spesso motivati da intenti di cybercrime, includono il furto di dati sensibili, il danneggiamento dei sistemi e richieste di riscatto per ripristinare l’accesso ai dati. Tra i settori più colpiti, spicca quello finanziario, dove i pirati informatici mirano non solo a dati personali ma anche a fondi economici, sfruttando lacune nella sicurezza per estorcere denaro o rubare informazioni.
Un fattore di rischio predominante, come evidenziato nel rapporto di Assolombarda, sono le vulnerabilità umane. Sebbene le aziende investano sempre più in tecnologie avanzate per difendersi, l’elemento umano rimane il punto debole su cui si concentrano le tecniche di social engineering. Questa tecnica di attacco sfrutta la psicologia delle vittime, inducendole con inganno a compiere azioni pericolose come cliccare su link sospetti o fornire credenziali sensibili. Questo apre la porta a ulteriori infiltrazioni, poiché gli attacchi che richiedono esclusivamente abilità tecnologiche sono meno frequenti rispetto a quelli basati su inganno e manipolazione psicologica.
Alvise Biffi, vicepresidente di Assolombarda e esperto nel settore, ha sottolineato come le estorsioni rappresentino l’obiettivo primario in circa l’80% degli attacchi. La Brianza, con il suo elevato numero di aziende rispetto alla popolazione, è particolarmente esposta a queste minacce. Gli attacchi non solo compromettono i dati sensibili aziendali, ma portano anche a richieste di riscatto, in cui i criminali minacciano di divulgare informazioni riservate se non viene pagata una somma. Questi dati vengono spesso rivenduti nei mercati underground, dove anche una semplice carta di credito con codici può valere decine di dollari, rendendo il business del furto di dati estremamente redditizio.
Per proteggersi, le aziende possono implementare due misure di base: mantenere aggiornati i sistemi software con le ultime patch di sicurezza e adottare l’autenticazione a più fattori. Questo sistema, che richiede la verifica di almeno due prove di identità prima di concedere l’accesso, potrebbe prevenire fino al 90% delle minacce informatiche. Secondo Biffi, l’adozione di password forti e un aggiornamento regolare delle credenziali è essenziale per costruire una difesa efficace contro gli attacchi. Purtroppo, molte aziende trascurano queste pratiche di base, esponendosi così a rischi evitabili.
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