La società americana Allen Control Systems (ACS) ha creato un’installazione robotica chiamata Bullfrog , che rileva e distrugge autonomamente piccoli droni. Il cuore del sistema sono gli algoritmi di visione artificiale e di intelligenza artificiale che consentono di riconoscere i bersagli nell’aria.
I primi test del nuovo prodotto si sono svolti presso i poligoni di prova del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti nell’ambito del programma Technology Readiness Experimentation. Le riprese video dei test sono impressionanti: il sistema installato sulla macchina abbatte senza errori un drone dopo l’altro, anche quando tentano di manovrare ad alta velocità.
Il co-fondatore e amministratore delegato di ACS, Steve Simoni, ha affermato che l’idea è stata ispirata dai moderni conflitti militari. I soldati spesso cercavano di abbattere i droni nemici con le mitragliatrici, ma è quasi impossibile per una persona colpire un bersaglio piccolo e veloce.
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Ma il robot affronta perfettamente questo compito.
Gli ingegneri ACS si sono resi conto che per abbattere un drone che vola a velocità di diverse centinaia di metri al secondo e può cambiare bruscamente direzione con un sovraccarico fino a 5G, sono necessari movimenti ultraveloci e sensori precisi di posizione dell’arma.
A differenza dei costosi sistemi laser e microonde, Bullfrog è riuscito a essere abbastanza economico. Il basso costo dell’installazione stessa e delle munizioni consente il massiccio dispiegamento di questi sistemi dove sono maggiormente necessari.
Il direttore strategico di ACS, Bryce Cooper, sottolinea: tecnicamente il sistema può già funzionare in modo completamente indipendente, senza intervento umano. Bullfrog non è l’unico esperimento militare nel campo delle armi robotiche. In Medio Oriente si stanno già sperimentando cani robot dotati di armi leggere, in grado di dare la caccia anche ai droni nemici.
Ma più le armi diventano intelligenti, più aumentano le questioni etiche che sollevano. Mike Clementi, ex funzionario del Congresso per gli stanziamenti per la difesa, ritiene che il problema principale sia l’affidabilità dell’intelligenza artificiale nell’identificare i propri obiettivi e quelli degli altri. Finora tali decisioni venivano prese solo dagli esseri umani.
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Non è ancora chiaro quando e in quali condizioni sistemi come Bullfrog potranno sparare senza l’approvazione dell’operatore. Sebbene ciò sia ora tecnicamente possibile, il passaggio alla piena autonomia richiede una seria revisione delle regole e una valutazione di tutti i rischi.
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