Abbiamo già parlato diffusamente del gruppo Moses Staff in passato ed ecco che oggi ci troviamo di fronte a quello che viene definito rebranding con la trasformazione del gruppo Moses Staff in Abraham’s Ax.
In questo articolo vedremo come l’Iran ed i suoi hacker puntino ad imporsi sulla scena mediorientale ed a diventare un punto di riferimento anche per l’Intifada informatica tra data-leaks, proclami politico-religiosi ed una buona dose di hackitivism.
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La prima cosa che colpisce aprendo la homepage del gruppo è l’utilizzo della lingua ebraica (nella versione in ebraico è presente un riferimento all’imam Muhammad al Mahdi, conosciuto come dodicesimo imam, quasi a voler sottolineare e rivendicare l’origine sciita del gruppo)
Anche il nome del gruppo ha chiaramente un connotato religioso essendo un riferimento al versetto 4 della Surah Al-Mumtahana (la Surah n.60 del Corano), oltre al riferimento alla Surah Al-Isra (Surah n.17 del Corano) ai versetti 4-5 indirizzati esplicitamente ai figli di Israele (la parte in verde).
Accedendo al loro account su Twitter possiamo notare che la lingua utilizzata è sempre l’ebraico
Navigando meglio nella homepage scopriamo che avrebbero attaccato 5 server/siti estraendo 12TB di dati
Un particolare non di poco conto è che attualmente il dominio .onion del gruppo risulta praticamente in costruzione (accessibile soltanto l’homepage in lingua ebraica)
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Tutte le altre pagine del dominio .onion attualmente restituiscono il famoso errore 404:
Aprendo la pagina dedicata alle loro operazioni cyber troviamo che per ora hanno pubblicato materiale inerente Israele e l’Arabia Saudita
Altro fattore da non sottovalutare assolutamente nell’analisi di questo gruppo per determinarne la provenienza ed associarla alla Repubblica Islamica dell’Iran è senza dubbio quello di un’analisi linguistica e dell’utilizzo di determinate terminolog0ie che troviamo – per ora visto che il sito è ancora in fase di costruzione – all’interno della loro lista di criminali:
Allo stato attuale il gruppo risulta contattabile attraverso un modulo presente sul proprio sito o un indirizzo email @proton.me
Una peculiarità che si nota immediatamente è che, a differenza di Moses Staff, questo rebranding non fornisce una guida ed una chiave PGP per comunicare in sicurezza, oltre a non avere per ora una specifica pagina dedicata alla possibilità di collaborare con loro (anche questa presente in Moses Staff), inoltre, nonostante il sito sia ancora in fase iniziale sembrerebbe avere molto chiari i propri obiettivi:
Il target primario del gruppo è senza dubbio Israele, sia a livello di attacchi che a livello comunicativo, come dimostra l’ampio utilizzo dell’ebraico, come a voler entrare in un prossimo futuro all’interno del dibattito politico-economico israeliano, oltre ovviamente a voler lanciare un “guanto di sfida” direttamente ad Israele ed alle sue fondamenta;
Il target secondario del gruppo sembrerebbero essere i paesi arabi alleati di Israele e dell’Occidente (l’attacco contro l’Arabia Saudita, dove troviamo samples provenienti dal MOI – Ministero degli Affari Interni e dal MOFA – Ministero degli Affari Esteri) oltre ad un video contenente delle intercettazioni tra funzionari sauditi, inoltre, dichiarano che le pubblicazioni attuali sono solo una piccola parte del materiale in loro possesso e del livello della loro penetrazione nelle infrastrutture saudite
Analizzando i dati che sarebbero stati esfiltrati dall’Arabia Saudita, oltre a cartine e topografie, due file riconducibili al MOFA (Ministero degli Affari Esteri) se confermati potrebbero causare qualche problema. Il primo è un file excel contenente un elenco di server, mentre il secondo è un file excel contenente 11.870 records suddivisi per nome, email e numero di cellulare.
La prima cosa che appare chiara analizzando le attività del gruppo è che si tratta di un gruppo hacktivista (mosso da obiettivi e finalità politiche) anzichè di una cyber-gang (mossa da obiettivi e finalità finanziarie).
Come per Moses Staff, se questo rebranding sia o meno sponsorizzato dalle unità cyber riconducibili alle Guardie Rivoluzionarie dell’Iran o da altri gruppi governativi lo scopriremo soltanto studiandolo ed analizzandolo nel tempo.
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Da sempre patito di sicurezza informatica e geopolitica cerca da sempre di unire queste due passioni, ultimamente ho trovato soddisfazione nell’analisi dei gruppi ransomware, si occupa principalmente di crittografia ed è un sostenitore del software libero.
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, Geopolitica, Red Team, Osint
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