Questo sviluppo cinese potrebbe cambiare per sempre il mondo della tecnologia. Il nuovo standard wireless è già supportato da uno degli smartphone più recenti, il Mate 60.
Lo scorso settembre 2023, Huawei ha introdotto NearLink, la tecnologia di trasmissione wireless delle informazioni più avanzata. Unisce i vantaggi del Wi-Fi e del Bluetooth.
Scorpiamo la tecnologia NearLink
Più di 300 aziende hanno partecipato allo sviluppo di NearLink, la maggior parte delle quali proviene dalla Cina. I vantaggi di NearLink rispetto al Bluetooth possono essere sintetizzati in:
- Il trasferimento di file tramite NearLink è 6 volte più veloce del Bluetooth;
- La latenza è 30 volte inferiore;
- Il consumo energetico è inferiore del 60%;
- NearLink consente di connettere contemporaneamente più di 50 dispositivi, rispetto ai 7 del Bluetooth di 5a generazione;
- NearLink ha il doppio dell’area di copertura dell’ultimo Bluetooth.
La tecnologia è già supportata dall’ultimo flagship Huawei Mate 60. Presto il nuovo standard di comunicazione wireless apparirà in tutti i dispositivi con HarmonyOS a bordo, compresi tablet e laptop di Huawei e dei partner dell’azienda. I rappresentanti di Huawei hanno riferito che circa 300 aziende provenienti dalla Cina e oltre hanno aderito al progetto.
Si prevede che NearLink venga utilizzato come alternativa al Bluetooth e come sostituzione parziale del Wi-Fi. NearLink consentirà ai dispositivi dell’ecosistema HarmonyOS e ai gadget domestici intelligenti di sincronizzarsi rapidamente.
I maggiori partner di Huawei nella creazione di NearLink sono stati Hisense, Honor e Lenovo. Al lancio hanno contribuito anche il produttore taiwanese di semiconduttori Mediatek e il gruppo francese Saint-Gobain.
Intel, Qualcomm, AMD o Nvidia non sono elencati tra i membri del consorzio. Gli esperti di Techradar suggeriscono che il “Bluetooth potenziato” rappresentato da NearLink diventerà un’esclusiva del mercato cinese.
Conclusioni
In conclusione, il panorama tecnologico attuale sta mostrando una netta tendenza alla divisione, che rischia di frammentare il mondo in due o tre parti distintive. Paesi come Russia, Cina e Stati Uniti stanno sviluppando soluzioni proprietarie, anche in risposta ai crescenti rischi per la sicurezza nazionale.
Questo movimento verso l’autonomia tecnologica è stato ulteriormente accelerato dalle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, le quali, anziché indebolire le superpotenze, hanno in realtà accelerato il loro cammino verso l’indipendenza tecnologica.
È importante comprendere che le sanzioni hanno avuto l’effetto contrario a quello desiderato, rafforzando la determinazione di questi paesi nel perseguire soluzioni tecnologiche indipendenti. In questo modo, il discorso sulle sanzioni si è rivelato un boomerang contro il dominio tecnologico statunitense, contribuendo a ridurre la dipendenza da parte degli altri paesi e promuovendo una maggiore diversificazione e indipendenza nel settore tecnologico globale.
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