I ricercatori dell’Università di Tokyo hanno creato un nuovo metodo di calcolo ottico che promette di migliorare significativamente la potenza e l’efficienza energetica dei computer rispetto agli attuali dispositivi elettronici. Gli scienziati sono fiduciosi che tali computer potrebbero apparire entro dieci anni.
Il metodo sviluppato si chiama “diffraction shaping” e consente di utilizzare la luce per eseguire calcoli invece dell’elettricità. Ciò non solo aiuta a evitare il calore associato ai dispositivi elettronici tradizionali, ma elimina anche le limitazioni relative alle dimensioni degli elementi informatici. Questo approccio è particolarmente adatto per attività di elaborazione delle immagini e di apprendimento automatico.
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La modellazione della diffrazione si basa sulla tecnica del “casting shadow” sviluppata negli anni ’80, ma la migliora notevolmente. A differenza dell’approccio obsoleto, il nuovo metodo utilizza le proprietà delle onde luminose, il che rende gli elementi computazionali più flessibili ed efficienti dal punto di vista spaziale. L’analogia della “stratificazione in Photoshop” descrive il processo di utilizzo di strati di luce per eseguire calcoli.
I ricercatori ritengono che questo metodo possa integrare i sistemi informatici esistenti eseguendo compiti specializzati e contribuire allo sviluppo di tecnologie future come l’informatica quantistica. La capacità di eseguire 16 operazioni logiche di base utilizzando questo metodo è già stata dimostrata.
Sebbene il sistema sia nelle sue fasi iniziali di sviluppo, si prevede che la diffusione commerciale dei computer ottici possa iniziare entro i prossimi dieci anni, aprendo la strada a una nuova generazione di tecnologie informatiche.
Il metodo di fusione per diffrazione è descritto in un articolo pubblicato sulla rivista peer-reviewed Advanced Photonics.
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