In sintesiDal 2026 il Credito d'Imposta 4.0 lascia spazio al nuovo Iperammortamento. Anche diverse soluzioni di cybersecurity industriale, come EDR, XDR, SOC as a Service e Identity Governance integrate con gli impianti produttivi, possono rientrare nell'incentivo. Attenzione però: servono interconnessione, perizia tecnica e documentazione corretta.
Dal 1° gennaio 2026 il credito d’imposta 4.0 non esiste più, è stato sostituito dal nuovo iperammortamento che cambia il meccanismo ma non l’obiettivo che rimane lo stesso ovvero incentivare le imprese italiane a investire in tecnologia. E tra le tecnologie agevolabili, la cybersecurity industriale rientra, più o meno.
Non si parla più di credito compensabile in F24, come era fino a poco fa, ma di una maggiorazione del valore fiscalmente deducibile del bene acquistato. Facciamo un esempio che non è semplicissimo: se compri un sistema per 200.000 euro e la norma prevede una maggiorazione del 180%, il valore che puoi dedurre fiscalmente non è 200.000 euro, ma 360.000. Il vantaggio si recupera gradualmente, seguendo le quote di ammortamento ordinarie, che sono 3 e vanno a scalare. L’agevolazione copre investimenti dal 2026 al 30 settembre 2028, attraverso la piattaforma GSE, operativa da meno di 20 giorni.
Il vincolo di origine europea sui beni, previsto fino a poco fa e di cui si è parlato tanto, aveva bloccato molti investimenti nei primi mesi dell’anno, ed è stato eliminato dal DL 38/2026 con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026. I vendor americani, israeliani o asiatici, quindi, tornano nel perimetro agevolabile, con l’unica eccezione dei moduli fotovoltaici, la cui filiera deve essere tutta europea/italiana.
Il plafond totale dell’iperammortamento è alto ma al 22 giugno 2026, secondo i dati GSE presentati in un webinar Confindustria, risultano presentate circa 3.100 comunicazioni preventive per un valore complessivo ancora troppo basso. Chi non si è mosso ha ancora “tempo”, ma le richieste vengono accolte in ordine cronologico e le risorse rimangono limitate.
Parliamo adesso di quello che interessa di più i nostri lettori.
I beni immateriali, quindi software, servizi cloud e saas, rientrano nell’agevolazione se utili ai processi di trasformazione digitale e interconnessi ai sistemi produttivi aziendali, ed è importante sottolineare questo punto perché altrimenti si rischia di non rientrare nell’incentivo. Non basta comprare un antivirus ma, una piattaforma EDR o XDR integrata con i sistemi OT, un SOC as a Service con interconnessione agli ambienti industriali o soluzioni di identity governance applicate ad ambienti produttivi possono qualificarsi ed essere conteggiati, a condizione che la perizia tecnica lo attesti e la documentazione sia corretta.
In conclusione
Il consiglio, come sempre, è verificare con un commercialista e un consulente tecnico se gli investimenti pianificati rientrino nel perimetro prima di procedere, non dopo. Nessuno vuole perdere tempo, giusto?
Laureata in sociologia urbanistica, pensava di cambiare le città, ma la passione l’ha portata nella cybersecurity. Oggi è Channel Sales Manager in un distributore a valore e racconta come la sicurezza digitale stia trasformando persone e organizzazioni.