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Agli USA non vanno bene le leggi Europee. La battaglia per il controllo globale dei dati è iniziata

28 Febbraio 2026 09:11

L’amministrazione statunitense sta aumentando la pressione sui governi stranieri in merito alle normative che limitano l’esportazione e il trattamento dei dati personali. Ciò è dovuto alla crescente popolarità delle iniziative di “sovranità dei dati” e “localizzazione dei dati”, in particolare in Europa, dove le controversie con Washington si sono intensificate a causa di divergenze politiche e di politica commerciale.

Secondo Reuters, il Dipartimento di Stato ha inviato un promemoria ai diplomatici, intimando loro di intensificare gli sforzi per opporsi alle normative che regolano il trattamento dei dati degli stranieri da parte delle aziende tecnologiche americane.

Il documento, datato 18 febbraio 2026, è stato firmato dal Segretario di Stato Marco Rubio. Il promemoria descrive tali misure come l’ostacolo ai flussi di dati transfrontalieri, l’aumento dei costi e dei rischi per la sicurezza informatica, la limitazione dei servizi cloud e di intelligenza artificiale e l’espansione del controllo governativo con potenziali conseguenze per le libertà civili.

Il Dipartimento di Stato non ha commentato pubblicamente il contenuto del telegramma, ma ha ribadito la posizione generale degli Stati Uniti a sostegno della condivisione dei dati tra i Paesi, preservando al contempo la privacy, la sicurezza e la libertà di espressione.

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Il documento delineava una “politica internazionale sui dati più assertiva” e chiedeva ai diplomatici di opporsi a requisiti “eccessivamente onerosi”, tra cui l’archiviazione obbligatoria dei dati a livello nazionale.

Il telegramma indica specificamente il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) europeo come esempio di norme che complicano l’elaborazione e il trasferimento dei dati al di fuori dell’UE.

Le preoccupazioni relative alla privacy e al potenziale accesso ai dati da parte di entità straniere stanno crescendo nel continente, e il predominio delle aziende americane nell’intelligenza artificiale aggrava la questione, poiché i modelli vengono spesso addestrati su grandi quantità di dati personali. L’esperto olandese di tecnologia cloud Bert Hubert attribuisce il tono più duro di Washington alla crescente diffidenza dell’Europa nei confronti delle aziende IT americane.

Lo stesso documento menziona la Cina. Il Dipartimento di Stato ritiene che Pechino stia promuovendo progetti infrastrutturali abbinati a normative restrittive sui dati, espandendo la propria influenza e l’accesso alle informazioni a fini di sorveglianza e pressione strategica. L’ambasciata cinese a Washington ha dichiarato di non essere a conoscenza del telegramma, ma ha sottolineato l’attenzione di Pechino sulla sicurezza informatica e sulla protezione dei dati.

Il telegramma incarica inoltre i diplomatici di monitorare le iniziative volte a limitare i flussi transfrontalieri di dati e promuovere il Global Cross-Border Privacy Rules Forum, istituito nel 2022 dagli Stati Uniti e da diversi partner per sostenere la libera circolazione dei dati con la tutela della privacy.

Reuters osserva che questa iniziativa fa seguito a una serie di azioni contro la regolamentazione digitale europea, tra cui gli inviti dello scorso anno ai diplomatici a contestare più attivamente il Digital Services Act dell’UE e i recenti piani degli Stati Uniti di lanciare un portale online per aggirare le restrizioni sulle pubblicazioni ritenute inaccettabili in Europa.



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Carolina Vivianti 300x300
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance