L’era della tecnologia continua a cambiare il processo educativo nelle scuole, ponendo gli insegnanti di fronte a nuove sfide. Mentre in passato agli studenti era vietato l’uso di calcolatrici ed enciclopedie su CD-ROM, oggi esplorano attivamente strumenti di intelligenza artificiale come ChatGPT. Secondo un nuovo studio del Pew Research Center, la percentuale di adolescenti che utilizzano ChatGPT per completare i compiti scolastici è aumentata dal 13% al 26% in un anno.
I giovani sono ansiosi di alleggerire la routine scolastica, ma i dati mostrano che l’approccio all’uso dell’intelligenza artificiale è piuttosto selettivo. Ad esempio, il 54% degli adolescenti ritiene accettabile utilizzare ChatGPT per apprendere nuovi argomenti. Ma questa cifra scende drasticamente quando si tratta di risolvere problemi di matematica (29%) o scrivere saggi (18%).
ChatGPT non è l’unico strumento a disposizione degli studenti. Uno studio del Digital Education Council pubblicato ad agosto afferma che il livello globale di adozione dell’intelligenza artificiale tra gli studenti raggiunge l’86%. Oltre a ChatGPT, tra gli adolescenti stanno diventando popolari piattaforme come Gemini, Claude e Microsoft Copilot.
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Alcune scuole stanno già sperimentando l’integrazione dell’intelligenza artificiale nell’insegnamento. Ad esempio, l’Arizona State University (ASU) sta collaborando con OpenAI e il David Game College con sede a Londra ha lanciato un corso tenuto in parte da AI come parte del suo programma Sabrewing.
Gli scienziati temono che gli studenti possano diventare eccessivamente dipendenti dalla tecnologia, il che ostacolerà lo sviluppo del pensiero critico. D’altra parte, l’intelligenza artificiale può essere un potente strumento per personalizzare l’esperienza di apprendimento se utilizzata con saggezza.
È quasi impossibile limitare completamente l’uso dell’intelligenza artificiale nelle scuole, ma sviluppare un approccio equilibrato può essere una soluzione efficace.
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