Un bordello virtuale, chiamato Chub AI , ha aperto a Houston, negli Stati Uniti, offrendo “servizi sessuali”, inclusi “incontri” con ragazze robotiche in tenera età, sollevando molte questioni legali ed etiche.
Il Consiglio comunale di Houston ha bloccato all’unanimità l’apertura del bordello di robot sessuali che sarebbe stato il primo del paese.
Questa storia fa parte di un dibattito più ampio sui sexbot e sui bordelli virtuali. Proprio di recente, il primo bordello sessuale robotizzato, Lovedoll UK, è stato chiuso in Inghilterra.
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Alcuni individui hanno persino acquistato una bambola sessuale e poi l’hanno affittata ai loro clienti. Man mano che tali vendite crescono, aumenta anche il numero di restrizioni legali.
Più di 50 anni fa negli Stati Uniti iniziò la cosiddetta “rivoluzione sessuale“: un dibattito sui confini della privacy e della libertà sessuale. Ora ci troviamo di fronte a un secondo ciclo di dibattiti, ma le voci liberali che in precedenza invocavano la libertà sessuale ora invocano divieti e sanzioni penali per coloro che scelgono altri tipi di partner: bambole sessuali e robot.
Il mercato dei robot e delle bambole sessuali, che sta suscitando polemiche in tutto il mondo, è in crescita. Per aziende come Kinky S Dolls (un produttore di bambole sessuali), i bordelli sono come test per potenziali proprietari di robotantropomorfi, ognuno dei quali costa cira 3.000 dollari.
Le bambole sessuali sono già ampiamente utilizzate nel privato e sempre più nei bordelli. Un bordello canadese offriva quelle che descriveva come “6 donne di classe, sofisticate e avventurose” a partire da 80 dollari per 30 minuti.
Nuovi robot antropomorfi vengono programmati con caratteristiche e risposte sempre più umane. Con le scoperte dell’intelligenza artificiale, possono rispondere a domande e persino mostrare emozioni che vanno dalla gelosia al desiderio. Sono progettati per rispondere in modo caloroso e reattivo al tocco.
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Sebbene il mercato offra bambole sia in forma di uomini che di donne, la base di clienti principale sono gli uomini. A questo proposito, sono sorte polemiche sui ginoidi (fembot) – androidi che enfatizzano chiaramente l’aspetto femminile. Le femministe credono che i sexbot permettano agli uomini di oggettivare le donne e realizzare fantasie di dominio. Inoltre, la giornalista del Guardian Jenny Kleeman ha condannato i nuovi robot in grado di condurre una conversazione e persino di scherzare, perché sono “il sogno di un uomo”, “esistendo solo per l’uso degli uomini”.
Dal punto di vista legale, i robot sessuali non sono altro che un tostapane modernizzato dal nome accattivante. Anche il termine “bordello” può essere contestato. A Parigi è stato aperto un bordello di bambole sessuali con licenza come “centro giochi“.
L’analogia si basa sul fatto che i bot, dal punto di vista dei clienti, sono semplicemente macchine progettate per l’intrattenimento.
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