La National Cyber Security Centre del Regno Unito ha lanciato una forte allerta riguardo a una serie di attacchi denial-of-service (DDoS) rivolti contro organizzazioni britanniche. Si tratta di un fenomeno che non è passato inosservato alle autorità, che segnalano un’attività persistente e in crescita da parte di gruppi collegati alla Russia.
Questi attacchi, spesso definiti “basici” per la loro semplicità tecnica, consistono nel saturare un sito con traffico indesiderato, rendendolo irraggiungibile per gli utenti legittimi. Anche se non richiedono sofisticate tecniche di intrusioni, possono causare danni concreti in termini di tempo e risorse per il ripristino dei servizi.
Nonostante molte forme di cybercrime puntino a un guadagno finanziario, le campagne descritte dall’NCSC non sembrano guidate dal profitto. Piuttosto, dietro questi attacchi si intravede una forte motivazione ideologica legata alla percezione di sostegno occidentale all’Ucraina. I responsabili operano spesso al di fuori del controllo diretto di uno Stato, ma con un orientamento politico chiaro.
Il centro di cyber sicurezza britannico sottolinea che i bersagli principali includono autorità locali e operatori di infrastrutture critiche, settori che se messi offline possono avere impatti diffusi sulla popolazione.
Un attacco DDoS tipico fa collassare un sito o servizio sommerso da richieste ingenti. Ciò non solo ostacola l’accesso ma obbliga le organizzazioni coinvolte ad analizzare, mitigare e ripristinare sistemi e risorse, un processo che richiede tempo e denaro.
Recenti avvisi pubblicati verso la fine del 2025 indicano che gruppi come Cyber Army of Russia Reborn (CARR), Z-Pentest, NoName057(16) e Sector16 sfruttano dispositivi vulnerabili per colpire infrastrutture nei settori dell’acqua, dell’energia e dell’alimentazione.
L’NCSC sta incoraggiando le organizzazioni più a rischio a rafforzare le difese e a migliorare la resilienza contro questi attacchi. Gli enti interessati devono infatti essere pronti non solo a prevenire ma anche a reagire rapidamente qualora si trovino nel mirino di una campagna DDoS.
Una delle misure chiave suggerite è l’identificazione dei punti di rete più vulnerabili e la collaborazione con fornitori di servizi per mitigare gli attacchi prima che raggiungano i sistemi critici.
Progetti di infrastrutture che consentano una rapida scalabilità delle risorse e piani di “degradazione controllata” del servizio aiutano a mantenere le funzioni principali operative anche sotto stress.
Infine, test regolari delle difese e monitoraggio continuo permettono di capire il volume di attacco che un’organizzazione può gestire, un elemento fondamentale per rispondere con successo alle minacce.
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