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Anche la famigerata banda FIN7 sta per avviare  una operazione ransomware

Anche la famigerata banda FIN7 sta per avviare una operazione ransomware

5 Agosto 2022 07:00

Il gruppo FIN7 è passata all’utilizzo del modello ransomware as a service (RaaS) poiché si è rivelato redditizio per la maggior parte degli hacker.

I ricercatori di sicurezza informatica di Mandiant hanno scoperto che FIN7 è stato utilizzato fino a poco tempo fa per finanziare operazioni relative a REvilDarkSide, BlackMatter e BlackCat. Ma ora il gruppo intende sviluppare la propria versione del ransomware.

Si ritiene che FIN7 sia stato dietro l’attacco del Colonial Pipeline del 2021, che ha portato a carenze di carburante negli Stati Uniti orientali. Sempre secondo l’FBI, i membri di FIN7 sono hacker altamente qualificati finanziati dal Cremlino.

Secondo le forze dell’ordine, dal 2013 al 2018, FIN7 ha attaccato più di 100 aziende e organizzazioni negli Stati Uniti, hackerando migliaia di sistemi diversi. 

È stato riferito che solo negli Stati Uniti, gli hacker hanno rubato oltre 15 milioni di carte di pagamento, compromettendo più di 6.500 terminali PoS. Questi dati sono stati poi rivenduti sulla darknet a terzi.

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Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione

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