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Anna Vaccarelli è la miglior informatica italiana. Parola della Italian Computer Society.

L’Italian Computer Society (la principale organizzazione volta alla promozione e alla diffusione della cultura informatica digitale in Italia), ha indicato l’Ingegner Anna Vaccarelli quale migliore informatica d’Italia.

Ma chi è Anna Vaccarelli?

Anna Vaccarelli, ad oggi è una dirigente dell’Istituto di informatica e telematica del Cnr di Pisa, oltre ad essere responsabile delle relazioni esterne del Registro.it, ovvero l’anagrafe dei domini Internet .it per l’Italia dove è possibile chiedere, modificare o cancellare un o dominio .it.

Originaria di Taranto, si è laureata all’Università di Pisa in Ingegneria elettronica. A Vanity Fair ha raccontato che alla fine degli anni ’80, erano presenti solo 4 ragazze su 150 matricole a seguire quel percorso magistrale.

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“Alla prima lezione di Analisi 1, il professore ci consigliò apertamente di cambiare facoltà perché ‘il cervello delle donne è diverso da quello degli uomini’ e non avremmo potuto farcela”.

Ma invece la Vaccarelli ha detto, che assieme alle sue colleghe:

“ci siamo laureate tutte e quattro, il 100% del campione, contro meno del 50% dei maschi”.

Una bella rivincita rispetto a quello che aveva preannunciato il professore e al mondo STEM maschile.

Ma perché le donne sono poco competitive in questi contesti rispetto agli uomini? A questa domanda la Vaccarelli ha risposto:

“Perché le donne sono poco competitive in questi settori, non si mettono in gioco, pensano, come il professore di Analisi, sbagliando, che il cervello delle donne sia diverso da quello degli uomini: in termini di capacità di apprendimento certamente non lo è. Bisogna avvicinare le ragazze ai percorsi Stem e incoraggiarle a intraprendere questi studi, senza lasciarsi intimidire. È evidente che si tratta di lavori impegnativi e lo scarso sostegno ‘sociale’ nella cura dei figli e nella gestione familiare contribuisce allo ‘scoraggiamento'”.

La Vaccarelli è stata insignita di questo importante riconoscimento anche perché svolge e coordina attività di comunicazione e di divulgazione tecnica e scientifica sui temi della rete anche attraverso strumenti multimediali, come la WebTv del Cnr.

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Dal 2010 coordina e promuove un’azione di diffusione della cultura di internet nelle scuole, con progetti di peer education tra vari livelli di scuola, realizzati attraverso lo strumento dell’alternanza scuola-lavoro, attraverso la ludoteca del Registro.it.

Durante un convegno voluto da Confassociazione Digital, è stata definita:

“tra le pioniere della cybersecurity, della divulgazione scientifica rivolta al digitale in Italia ed esperta a livello internazionale”.

Questo lo ha reso noto il Cnr pisano attraverso un comunicato stampa.

Occorre fare ancora molto per attrarre le donne all’interno del vasto mondo della cybersecurity. Come Red Hot Cyber, spesso ne abbiamo parlato dicendo che dobbiamo iniziare a pensare in modo diverso.

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Dobbiamo lavorare per cambiare la percezione della sicurezza informatica. Un lavoro nel settore non equivale a uno stile di vita solitario, speso a stare “gobbi” su un computer. È tempo di sbarazzarsi delle immagini di individui incappucciati e misteriosi e di infinite righe di codice, specialmente per ruoli che sono più di governance che tecnico specialistici.

C’è molto di più nei ruoli di sicurezza informatica di quanto sembri ed è importante che le ragazze e le donne in generale, sappiano che c’è un posto per loro nei tavoli di lavoro.

Il percorso verso una riduzione del divario di genere inizia con tutti noi del settore.