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Anonymous e Killnet arruolano nuovi legionari

i collettivi Killnet ed Anonymous sono ora uno di fronte all’altro per avviare una guerra cibernetica, a seguito dell’invasione della Russa in Ucraina.

Come abbiamo visto, recentemente Anonymous ha dichiarato guerra a Killnet, anche se già le schermaglie tra i due gruppi erano attive da giorni.

Ma per partecipare e vincere una guerra occorrono soldati, pertanto Killnet nella giornata di oggi pubblica un post tramite il quale riporta quanto segue:

“Per partecipare all’operazione informatica “Panopticon”, annunciamo l’arruolamento di 3000 combattenti informatici entro 72 ore! Chiunque si consideri parte del movimento di hacking Killnet, venga sul canale telegram di Legion Russia e attenda istruzioni!”

Il messaggio è stato scritto in russo e tradotto anche in lingua inglese, in modo che il maggior numero di persone possa leggero ed entrare a far parte del collettivo.

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Post su telegram di Killnet di arruolazione legionari

Accedendo al profilo di Killnet viene riportata una Google Form dove gli hacktivisti chiedono alle reclute di fornire informazioni sui loro skill e sulle loro equipaggiamenti.

Ma anche Anonymous sta ampliando i suoi schieramenti, Infatti, il 22 maggio l’account @anonymousinf0 pubblica un tweet che riporta quanto segue:

“Anonymous ha aperto ufficialmente una cyber-war contro il gruppo hacker filorusso. Stiamo creando un server con 100 hacker e metteremo in ginocchio Killnet una volta per tutte!”

Anonymous ha messo offline il sito ufficiale di Killnet, recentemente augurando loro di “riposare in pace” su Twitter, pertanto si inaspriscono i rapporti tra i due gruppi hacktivisti.

Sicuramente non verrà fatto in quanto l’hacktivism (da letteratura) deve rappresentare un’agenda politica o un cambiamento sociale con radici nella cultura e nell’etica degli hacker con fini spesso legati alla libertà di parola e di espressione, ai diritti umani o ai movimenti per la libertà di informazione.

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Non c’è quindi bisogno di dirlo, ma speriamo che in questo conflitto non vengano colpite infrastrutture critiche che possano recare un danno alla collettività dei paesi.