Gli attacchi, noti come “defacement“, consistono nella modifica non autorizzata delle pagine web dei bersagli per veicolare messaggi politici.
Gli obiettivi colpiti
Dalle immagini diffuse nei canali ufficiali di Anonymous Italia, emerge che gli hacktivisti hanno preso di mira le seguenti aziende e organizzazioni russe:
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h2o2[.]ru: uno dei più grandi produttori di perossido di idrogeno in Russia.
пищевыяперекись[.]рф: azienda legata alla produzione di perossido alimentare.
navigator-sbs[.]ru: importante azienda di ingegneria con sede a San Pietroburgo.
Le pagine web di questi siti sono state defacciate con messaggi di protesta contro il governo russo e la guerra in Ucraina.
Gli hacktivisti hanno inserito immagini con il logo di Anonymous Italia e scritte come “Abbiamo hackerato il tuo sito per combattere la guerra ingiusta di invasione dell’Ucraina”. Inoltre, i messaggi contenevano hashtag come #StopPutin, #StopRussia, #FCKPTN e riferimenti a campagne di sensibilizzazione globali contro il regime di Vladimir Putin.
Cos’è l’hacktivismo?
L’hacktivismo è una forma di attivismo digitale che utilizza strumenti e tecniche informatiche per portare avanti proteste politiche, sociali o etiche. I gruppi hacktivisti come Anonymous, LulzSec e altri, spesso colpiscono istituzioni governative, aziende o entità ritenute responsabili di ingiustizie, censura o violazioni dei diritti umani.
In questo caso, Anonymous Italia ha deciso di rispondere direttamente agli attacchi informatici di NoName057(16), un gruppo noto per le sue campagne di cyber attacchi contro obiettivi occidentali e filo-ucraini. La strategia di Anonymous Italia mira a contrastare la propaganda russa e a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla guerra in corso.
La guerra digitale tra hacktivisti
La cybersicurezza è diventata un campo di battaglia parallelo a quello reale, dove gruppi di hackersi sfidano per controllare la narrativa e influenzare l’opinione pubblica. Da una parte, ci sono collettivi filorussi come NoName057(16), Killnet e altri che prendono di mira enti occidentali con attacchi DDoS e defacement. Dall’altra, gruppi come Anonymous e i suoi affiliati rispondono colpendo siti russi, diffondendo informazioni e cercando di minare la propaganda del Cremlino.
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L’azione di Anonymous Italia dimostra che la guerra informatica non si combatte solo tra Stati e grandi organizzazioni, ma anche tra gruppi indipendenti anonimi mossi da ideologie e obiettivi diversi.
Mentre la guerra in Ucraina continua, il cyberspazio resta un campo di battaglia cruciale, dove Anonymous Italia ha deciso di far sentire la propria voce. Resta da vedere quale sarà la risposta di NoName057(16) a questa nuova offensiva degli hacktivisti italiani.
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ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
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