Anonymous: quando l’ansia da prestazione sfocia nelle fake news
Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Cerca
970x20 Itcentric
LECS 320x100 1
Anonymous: quando l’ansia da prestazione sfocia nelle fake news

Anonymous: quando l’ansia da prestazione sfocia nelle fake news

Giovanni Pollola : 30 Marzo 2022 11:40

Nella giornata di ieri, un noto profilo su Twitter degli Hacktivisti di Anonymous, @YourAnonNews seguito da ben 7.9M Followers, ha postato la foto di un documento alle 14:41.

Il Tweet del canale @YourAnonNews

Molti account social e anche qualche giornale ha ricondiviso il tweet come se il documento fosse stato esfiltrato da Anonymous da qualche entità russa, in realtà il documento sembra essere comparso ancora prima alle 12:39 su Telegram su un canale (Украина Online Новости Война).

Nello specifico, nel testo c’era scritto


Christmas Sale

Christmas Sale -40%
𝗖𝗵𝗿𝗶𝘀𝘁𝗺𝗮𝘀 𝗦𝗮𝗹𝗲! Sconto del 𝟰𝟬% 𝘀𝘂𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮 del Corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence" in modalità E-Learning sulla nostra Academy!🚀 Fino al 𝟯𝟭 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲, prezzi pazzi alla Red Hot Cyber Academy. 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝟰𝟬% 𝘀𝘂𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮.
Per beneficiare della promo sconto Christmas Sale, scrivici ad [email protected] o contattaci su Whatsapp al numero di telefono: 379 163 8765.


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

“Gli hacker ancora una volta sono entrati nei database del Ministero della Difesa della Federazione Russa e hanno pompato gigabyte di documenti”

non citando Anonymous.

Il documento precedentemente pubblicato su Telegram

Con questi elementi si potrebbe concludere che o Anonymous ha utilizzato altre piattaforme (non citate) per pubblicare questo documento o che sia stato inviato direttamente a questo canale… ma da un’analisi del layout del documento (tipico del genere) due particolari devono attrarre l’attenzione oltre il testo, cioè la firma e il timbro.

In altri documenti solitamente è apposto un timbro rettangolare (e non circolare come questo) che contiene il riquadro per il numero di protocollo.

Dettaglio fondamentale è la firma, la stessa identica è presente sul web almeno da anni e soprattutto non apparterrebbe al generale Bulgakov.

La firma presente da anni sul web

La “firma” sembra appartenere ad una serie di caratteri creati per una produzione seriale di font, forse già prima del Novembre 2015 (come suggerisce il link generato automaticamente), in cui è presente la stessa identica f con trattino… quindi si può escludere la validità di questa firma in quanto la “F”, presenta una “Particolare” interruzione della linea.

La firma generata dal font. Fare attenzione alla “f”

Con questi elementi si può concludere che questa foto è un documento posticcio, creato da chissà chi, e chissà per quale scopo e per quale tornaconto indiretto o personale. Non è questa la sede più opportuna per fare questo tipo di considerazioni.

Un’unica certezza è che bisogna stare molto attenti ai documenti, l’insidia è sempre dietro l’angolo.

La ricerca è stata possibile sfruttando Google Image e Lens, TinEye, Internet Archive.

La firma, sembra appartenere ad una serie di caratteri creati per una produzione seriale di font, forse già prima del Novembre 2015 (come suggerisce il link generato automaticamente), in cui è presente la stessa identica f con trattino… quindi si può escludere la validità di questa firma perché quei caratteri non hanno
nessun significato su quel documento.

Curiosamente effettuando una ricerca tramite Yandex l’immagine della “firma” è stata riconosciuta immediatamente trovando la foto stessa e tutti i caratteri affini o modificati dello stesso font.

Un dettaglio non di poco conto è che su Google sotto il nome подпись ovvero firma in russo, tra i primi risultati compare proprio questa serie di caratteri.. un po’ strano, per essere pura casualità.

Immagine del sitoGiovanni Pollola
Il suo percorso accademico in Ingegneria Meccanica non è riuscito a tenerlo lontano dal mondo IT, abbandonato per scelta dopo alcune esperienze immature. La presa di coscienza, la passione per tutta la tecnologia ed suo hacking, la contezza delle loro implicazioni nel mondo reale lo riportano nel mondo IT. La consapevolizzazione delle persone comuni per le potenzialità dell'IT è il principale motivo di ricerca e divulgazione.

Lista degli articoli

Articoli in evidenza

Immagine del sito
Esce Kali Linux 2025.4! Miglioramenti e Novità nella Distribuzione per la Sicurezza Informatica
Di Redazione RHC - 12/12/2025

La recente edizione 2025.4 di Kali Linux è stata messa a disposizione del pubblico, introducendo significative migliorie per quanto riguarda gli ambienti desktop GNOME, KDE e Xfce. D’ora in poi, Wa...

Immagine del sito
React Server: Nuovi bug critici portano a DoS e alla divulgazione del codice sorgente
Di Redazione RHC - 12/12/2025

La saga sulla sicurezza dei componenti di React Server continua questa settimana. Successivamente alla correzione di una vulnerabilità critica relativa all’esecuzione di codice remoto (RCE) che ha ...

Immagine del sito
700.000 record di un Registro Professionale Italiano in vendita nel Dark Web
Di Redazione RHC - 11/12/2025

Un nuovo allarme arriva dal sottobosco del cybercrime arriva poche ore fa. A segnalarlo l’azienda ParagonSec, società specializzata nel monitoraggio delle attività delle cyber gang e dei marketpla...

Immagine del sito
L’EDR è inutile! Gli hacker di DeadLock hanno trovato un “kill switch” universale
Di Redazione RHC - 11/12/2025

Cisco Talos ha identificato una nuova campagna ransomware chiamata DeadLock: gli aggressori sfruttano un driver antivirus Baidu vulnerabile (CVE-2024-51324) per disabilitare i sistemi EDR tramite la t...

Immagine del sito
DDoSia e NoName057(16): le indagini di RHC confermate dal Dipartimento di Giustizia USA
Di Redazione RHC - 11/12/2025

Quanto avevamo scritto nell’articolo “Codice Patriottico: da DDoSia e NoName057(16) al CISM, l’algoritmo che plasma la gioventù per Putin” su Red Hot Cyber il 23 luglio scorso trova oggi pien...