
Anthropic ha lanciato una versione web di Claude Code, il suo assistente AI per programmatori in rapida crescita, che ora può essere utilizzato direttamente dal browser. Da lunedì, la nuova piattaforma è disponibile per gli abbonati ai piani Pro, Max e Max+, che costano tra i 20 e i 200 dollari al mese.
La versione web è accessibile dal sito web claude.ai, selezionando la scheda “Codice”, oppure tramite l’app mobile iOS.
In precedenza, Claude Code esisteva solo come strumento CLI avviato dal terminale, ma ora l’azienda si sta concentrando sulla possibilità per gli sviluppatori di creare e gestire i propri agenti di intelligenza artificiale in un ambiente familiare, senza dover installare software aggiuntivo.
Questa iniziativa rientra nella strategia di Anthropic volta ad espandere l’ecosistema Claude e trasformarlo in un ambiente di sviluppo multipiattaforma a tutti gli effetti.
Il mercato degli strumenti di programmazione basati sull’intelligenza artificiale è in rapida crescita: GitHub Copilot ha già rotto il suo monopolio e Google, OpenAI, Cursor e ora Anthropic hanno lanciato le proprie soluzioni. Claude Code, in particolare, ha registrato una crescita esponenziale negli ultimi mesi: la sua base utenti è decuplicata dal lancio generale a maggio e il prodotto genera oltre 500 milioni di dollari di fatturato annuo per l’azienda.
Kat Wu, Product Manager, ha attribuito il successo di Claude Code alla combinazione dei modelli ad alta fedeltà di Anthropic e alla loro facilità di interazione. Ha spiegato che il team si impegna a rendere l’utilizzo del servizio non solo efficiente, ma anche piacevole. Nonostante il lancio di una versione web, Wu ritiene che il terminale rimarrà la piattaforma principale per Claude Code, poiché offre agli sviluppatori la massima flessibilità e personalizzazione.
È interessante notare che circa il 90% del codice Claude è scritto utilizzando modelli proprietari. Wu, che in precedenza ha lavorato nel campo dell’ingegneria, ha ammesso di aver quasi completamente smesso di scrivere codice a mano e di dedicarsi principalmente alla revisione di soluzioni già pronte create dall’intelligenza artificiale.
Claude Code e strumenti simili segnano un cambio di paradigma: mentre i primi assistenti completavano singole righe di codice, gli agenti moderni possono eseguire attività in modo autonomo, trasformando gli ingegneri in gestori di sistemi di intelligenza artificiale. Tuttavia, non tutti gli sviluppatori hanno accolto con favore questa trasformazione. Alcuni studi dimostrano che la produttività quando si lavora con programmatori di intelligenza artificiale può essere ridotta dalla necessità di attendere le risposte del modello o di correggere errori in progetti di grandi dimensioni.
Ciononostante, le aziende continuano a investire in questa tecnologia. Il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha dichiarato in precedenza che l’intelligenza artificiale scriverà presto fino al 90% del codice. Sebbene questa sia già una realtà pressoché certa per Anthropic, il percorso verso un futuro simile per il resto del settore richiederà probabilmente più tempo.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cyber ItaliaL’Italia si trova oggi davanti a una sfida digitale senza precedenti, dove la corsa all’innovazione non sempre coincide con una protezione adeguata delle infrastrutture. Pertanto la sicurezza dei sistemi connessi è diventata l’anello debole della…
Cyber NewsUna nuova vulnerabilità scoperta dal ricercatore italiano Alessandro Sgreccia (rainpwn) del gruppo HackerHood di Red Hot Cyber è stata scoperta nei dispositivi ZYXEL permette di ottenere accesso root attraverso una configurazione apparentemente innocua del servizio…
HackingLa parola hacking, deriva dal verbo inglese “to hack”, che significa “intaccare”. Oggi con questo breve articolo, vi racconterò un pezzo della storia dell’hacking, dove tutto ebbe inizio e precisamente nel piano terra dell’edificio 26…
Cyber NewsL’Italia è finita ancora una volta nel mirino del collettivo hacktivista filorusso NoName057(16). Dopo i pesanti disservizi che hanno colpito l‘Università La Sapienza e le Gallerie degli Uffizi all’inizio di questa settimana. L’offensiva digitale russa…
Cyber NewsSecondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’attacco informatico che ha paralizzato i sistemi dell’Università La Sapienza non sarebbe motivato da fini politici. Gli hacker avrebbero inviato messaggi di rivendicazione spiegando di non agire per…