
Apple sta attraversando un periodo di grandi cambiamenti ai vertici, con l’uscita di figure chiave che hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo tecnologico dell’azienda. L’ultimo dirigente a dare l’addio è Johny Srouji, Senior Vice President delle Tecnologie Hardware, noto per aver guidato lo sviluppo dei chip interni Apple, dalla serie A per dispositivi mobili fino ai recenti processori M per computer desktop.
Secondo fonti riportate da Bloomberg, Srouji avrebbe comunicato a Tim Cook la volontà di lasciare l’azienda, ipotizzando un futuro incarico in un’altra società. La sua uscita segue quella di altri dirigenti di rilievo: a dicembre hanno lasciato Apple anche John Giannandrea, responsabile dell’intelligenza artificiale, e Alan Dye, capo del design dell’interfaccia utente, quest’ultimo passato immediatamente a Meta.
Srouji è entrato in Apple nel 2008, guidando inizialmente lo sviluppo del chip A4, primo sistema su chip realizzato internamente. Negli anni, ha coordinato l’evoluzione della progettazione dei processori, fino a diventare vicepresidente senior delle Tecnologie Hardware. Recentemente, ha anche avviato il progetto di modem interno per sostituire componenti Qualcomm.
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Bloomberg segnala che Tim Cook sta cercando di trattenere Srouji, proponendogli una maggiore remunerazione e il possibile ruolo di Chief Technology Officer (CTO), che lo porrebbe al secondo posto nella gerarchia Apple. Tuttavia, alcune fonti interne ritengono che Srouji potrebbe non accettare di lavorare sotto un CEO diverso da Cook.
Gli addii recenti hanno innescato il più significativo rinnovamento dirigenziale di Apple degli ultimi decenni. Diversi ex dirigenti hanno trovato collocazione in Meta: oltre a Alan Dye, anche Ke Yang, responsabile delle funzionalità di intelligenza artificiale di Siri, si è trasferito nel colosso di Zuckerberg.
In parallelo, Apple ha annunciato alcune nuove nomine: Jennifer Newstead, ex responsabile legale di Meta, sostituirà Kate Adams come consulente legale generale, ruolo che Adams ricoprirà fino alla pensione prevista per fine 2026. Anche Lisa Jackson, vicepresidente per l’ambiente, le politiche e le iniziative sociali, ha confermato il ritiro.
Secondo Bloomberg, il potere decisionale in Apple si sta concentrando su quattro dirigenti chiave: John Ternus, potenziale successore di Cook, Eddy Cue (servizi), Craig Federighi (software) e Sabih Khan, nuovo COO.
Parallelamente alle dimissioni, il CEO Tim Cook, 65 anni, è stato oggetto di speculazioni circa possibili problemi di salute, alimentate dall’osservazione di lievi tremori durante alcune riunioni interne.
Fonti vicine al CEO hanno però smentito ogni indiscrezione. Al momento, non è previsto un suo ritiro a breve termine, ma la successione resta un tema centrale nei dibattiti interni all’azienda.
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