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Atos vince la gara per modernizzare sistemi della NATO. Attenzione alle acquisizioni

Atos, che ha annunciato come parte del suo nuovo piano strategico la sua intenzione di dividere le sue attività in due società separate, una delle quali incentrata sulle sue attività di cybersecurity, annuncia mercoledì 29 giugno di aver vinto la gara della NATO per modernizzare i suoi sistemi di cybersecurity. 

Il contratto, del valore di 1,2 milioni di euro, riguarda l’installazione e la configurazione di sistemi di sicurezza per 22 siti.

Atos stava già lavorando con la NATO Information and Communication Agency, dalla quale ha vinto l’appalto. Quest’ultimo prevede l’upgrade di due sistemi di cybersecurity: il sistema NIPA (Network Intrusion Protection/Detection System) e il sistema FPC (Full Packet Capture).

“Questi due sistemi lavorano insieme per consentire al Centro di sicurezza informatica di monitorare le reti della NATO per rilevare eventuali minacce e segnalare vulnerabilità significative”

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ha affermato Atos in una nota.

Il sistema NIPS si basa sul riconoscimento dei modelli comportamentali per avvisare l’Agenzia di traffico insolito sulle reti della NATO, mentre il sistema FPC registra continuamente tutte le attività di rete e funge da fonte di informazioni, informazioni primarie per le attività di risposta agli incidenti”. 

dovrebbe essere finalizzato entro il primo trimestre del 2023.

Il posto di Atos nella cybersecurity degli eserciti e dell’Alleanza Atlantica ne fa un attore da tutelare contro i tentativi di acquisizione da parte di fondi, in un contesto di indebolimento della società. Il titolo Atos ha perso metà del suo valore da inizio mese e l’azienda vale solo 1,5 miliardi di euro, ovvero quanto il costo del suo piano di risanamento.

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Secondo BFMTV, lo Stato francese sosterrebbe Thales – di cui è azionista – nel suo piano per rilevare le attività di cybersecurity di Atos, vista la natura strategica dell’attività. 

Thales, molto attivo anche nelle attività di difesa, avrebbe proposto all’inizio dell’anno 2,7 miliardi di euro per l’acquisizione di questo ramo.