Asus ha annunciato che uno dei suoi fornitori è stato hackerato. Nel frattempo, il gruppo ransomware Everest ha affermato di aver rubato un terabyte di dati da tre aziende: Asus, Qualcomm e ArcSoft.
Secondo gli hacker criminali, la fuga di dati non ha coinvolto solo documenti, ma anche il codice sorgente del software della fotocamera dello smartphone, dei modelli di intelligenza artificiale e del software interno. I rappresentanti di Asus affermano che il problema ha interessato solo uno dei fornitori dell’azienda: gli aggressori sono riusciti ad accedere a parte del codice sorgente del software della fotocamera del telefono.
Tuttavia, l’azienda insiste sul fatto che non sono stati causati danni ai propri sistemi, prodotti o dati dei clienti.
Advertising
Disclaimer: Questo rapporto include screenshot e/o testo tratti da fonti pubblicamente accessibili. Le informazioni fornite hanno esclusivamente finalità di intelligence sulle minacce e di sensibilizzazione sui rischi di cybersecurity. Red Hot Cyber condanna qualsiasi accesso non autorizzato, diffusione impropria o utilizzo illecito di tali dati. Al momento, non è possibile verificare in modo indipendente l’autenticità delle informazioni riportate, poiché l’organizzazione coinvolta non ha ancora rilasciato un comunicato ufficiale sul proprio sito web. Di conseguenza, questo articolo deve essere considerato esclusivamente a scopo informativo e di intelligence.
L’azienda ha aggiunto di star già rafforzando la sicurezza della supply chain. Tuttavia, la dichiarazione non ha rivelato il nome del fornitore compromesso né i dettagli dei dati rubati dagli hacker.
Nel frattempo, il gruppo ransomware Everest ha pubblicato sul suo sito web darknet degli screenshot di file presumibilmente rubati. Gli aggressori affermano di aver rubato un terabyte di dati da Asus, ArcSoft e Qualcomm. Gli hacker affermano di aver rubato:
moduli di segmentazione binaria;
sorgenti e patch;
Dump della RAM e registri della memoria;
Modelli e pesi dell’IA;
Strumenti e firmware interni OEM;
video di prova e dati di calibrazione della doppia telecamera;
set di immagini;
registri degli arresti anomali e report di debug;
informazioni su HDR e post-elaborazione;
testare APK e app sperimentali;
script e soluzioni di automazione;
file di calibrazione binaria.
I rappresentanti di Asus non hanno ancora commentato le affermazioni del gruppo. Non è noto inoltre se l’attacco abbia effettivamente colpito Qualcomm e ArcSoft.
L’azienda non ha risposto alle richieste dei media circa l’appartenenza dei materiali rubati ad Asus stessa o ad altre aziende.
Advertising
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
Betti RHC, la prima graphic novel al mondo dedicata alla cybersecurity awareness, ha finalmente il suo sito ufficiale. Uno spazio tutto suo dove scoprire il progetto, sfogliare le copertine degli episodi e immergersi nel mondo di Betti: la giovane laureanda in informatica che, dopo la morte misteriosa del padre, si trasforma nell'hacker più potente del mondo. Una storia avvincente che, episodio dopo episodio, affronta una minaccia digitale diversa — dal phishing al ransomware, fino al cyberbullismo — e insegna a riconoscerla e a difendersi, senza che sembri mai una lezione.
Sul sito trovate tutto ciò che rende Betti un progetto diverso dal solito: la sua filosofia, le anteprime delle tavole e il racconto di come nasce ogni volume. Perché dietro Betti RHC c'è solo lavoro umano: ogni tavola è disegnata interamente a mano dagli artisti del Gruppo Arte di Red Hot Cyber, senza alcun uso di intelligenza artificiale. E a garantire che ogni storia sia realistica e tecnicamente corretta c'è la supervisione degli hacker etici del gruppo HackerHood, che mantengono il racconto fedele al mondo reale della sicurezza informatica.
C'è spazio anche per le aziende, che possono usare Betti come strumento di awareness diverso dai soliti corsi: acquistare i volumi, personalizzarli con il proprio brand o sponsorizzare nuovi episodi. E come primo regalo, l'episodio "Byte the Silence", dedicato al cyberbullismo, è scaricabile gratuitamente per uso personale.