Il 26 gennaio 2025, il Ministero della Difesa italiano è stato bersaglio di un attacco DDoS (Distributed Denial of Service) da parte del Pro-Palestine Hackers Movement (PPHM), un gruppo di hacktivisti noto per colpire istituzioni governative e siti occidentali.
L’attacco, rivendicato dal gruppo su Telegram, è stato attribuito a l collettivo noto come “Mr Hamza”. La schermata condivisa dal gruppo mostra il sito www.difesa.it non accessibile, con l’errore “Ce site est inaccessible”, suggerendo il sovraccarico del server dovuto all’attacco oltre al linkare il checkhost.
Informativa rilevata all’interno del sistema di threat Intelligence di Recorded Future.
Gli attacchi DDoS non alterano i contenuti di un sito, ma ne impediscono l’accesso saturando le risorse del server con un traffico anomalo. Spesso condotti attraverso botnet e strumenti di stress testing, questi attacchi mirano a bloccare i servizi online delle istituzioni colpite.
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Defacement del Museo delle Ceramiche Acerbo
Nella stessa giornata, il Museo delle Ceramiche Acerbo, situato a Loreto Aprutino, è stato vittima di un defacement. Questa tecnica di attacco prevede la sostituzione della homepage con messaggi propagandistici.
Il museo, noto per la sua collezione dedicata alla tradizione della ceramica abruzzese, ha visto il proprio sito web modificato con immagini e testi a favore della causa palestinese, firmati dall’hackerDXPLOIT, post pubblicato sul canale telegram di PPHM.
Diversamente dagli attacchi DDoS, il defacement mira a modificare l’aspetto di un sito web, spesso con finalità di propaganda. Per eseguire un defacement, gli hacker sfruttano vulnerabilità nei server o nelle piattaforme CMS, ottenendo accesso ai file del sito e sostituendo i contenuti originali.
Al momento della scrittura dell’articolo, entrambi i siti risultano completamente operativi, a conferma che le problematiche segnalate dai cybervandali sono state risolte dalle rispettive organizzazioni.
Il Threat Actor: Pro-Palestine Hackers Movement (PPHM)
Il Pro-Palestine Hackers Movement (PPHM) è un gruppo di hacktivisti che utilizza il cyber-spazio per promuovere la causa palestinese. Il gruppo è noto per attacchi mirati a siti governativi e istituzionali, principalmente attraverso defacement, attacchi DDoS e data leaks.
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Attivo su Telegram, PPHM utilizza il canale per rivendicare gli attacchi, condividere screenshot delle loro azioni e pubblicizzare i risultati delle offensive informatiche. L’attacco al Ministero della Difesa italiano rappresenta una chiara escalation nelle loro attività, colpendo un’istituzione di alto profilo e dimostrando la capacità del gruppo di organizzare operazioni coordinate su più bersagli.
Conclusioni
Gli attacchi a Ministero della Difesa e Museo delle Ceramiche Acerbo evidenziano la crescente attività di hacktivismo contro le istituzioni italiane. Il DDoS contro il Ministero mira a interrompere i servizi, mentre il defacement del Museo ha uno scopo propagandistico.
Questi eventi sottolineano l’importanza di rafforzare la cybersecurity, adottando misure per mitigare gli attacchi DDoS, proteggere i server da intrusioni e garantire la continuità operativa delle istituzioni, sia culturali che governative.
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CISO, Head of Cybersecurity del gruppo Eurosystem SpA. Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA.
Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity. Autore del libro "IL FUTURO PROSSIMO"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
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