Questi ultimi giorni non è stato facile per l’Italia Cyber. Dopo l’attacco all’università La Sapienza, anche la Galleria degli Uffizi è finita nel mirino dei cyber criminali.
Nel fine settimana appena trascorso, il celebre museo fiorentino è stato vittima di un attacco informatico che ha interessato i sistemi interni dedicati alle attività amministrative.
Secondo quanto riportato da la Repubblica, l’intrusione sarebbe avvenuta tra sabato e domenica (giornate con meno presidio informatico), spingendo immediatamente l’ente ad attivare le procedure di sicurezza e i controlli tecnici previsti in casi di questo tipo. Gli hacker sarebbero riusciti ad accedere ad alcune componenti del sistema informatico, senza però causare – almeno in una prima fase di analisi – danni evidenti o compromissioni irreversibili.
Dalle verifiche iniziali non emergerebbero perdite di dati né alterazioni critiche delle infrastrutture digitali. Il museo ha infatti avviato tempestivamente le attività di ripristino dai backup, che si sarebbero concluse con esito positivo, consentendo di mettere in sicurezza le informazioni e garantire la continuità operativa.
I tecnici specializzati sono tuttora al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dell’attacco, individuare il punto di ingresso utilizzato dagli aggressori e valutare eventuali vulnerabilità sfruttate durante l’azione.
L’incidente informatico non ha avuto conseguenze sui servizi di accoglienza e vigilanza. Come precisato sempre da la Repubblica, l’attacco ha riguardato esclusivamente l’area amministrativa e non ha influito sull’apertura al pubblico. Dopo la consueta giornata di chiusura, il museo riaprirà regolarmente ai visitatori.
Sul caso stanno già indagando le autorità competenti, con l’obiettivo di risalire all’origine dell’attacco e verificare se l’azione sia riconducibile a gruppi noti o a campagne più ampie contro enti pubblici e istituzioni culturali.
L’episodio che ha coinvolto gli Uffizi conferma come anche istituzioni simbolo del patrimonio culturale nazionale siano ormai bersagli appetibili per il cybercrime. Sistemi amministrativi, archivi digitali e servizi online rappresentano un punto critico che richiede investimenti costanti in sicurezza, monitoraggio e formazione del personale.
In un contesto di minacce informatiche sempre più sofisticate, la protezione del patrimonio culturale passa anche – e sempre di più – dalla cybersicurezza.
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