
I sistemi informativi della JBS (La più grande azienda di lavorazione della carne Australiana, con 245.000 dipendenti) sono stati presi di mira da un attacco informatico, ha confermato lunedì a Beef Central l’amministratore delegato Brent Eastwood.
JBS ha 47 stabilimenti in tutta l’Australia e gestisce la più grande rete di produzione Australiana, oltre a disporre impianti di lavorazione della carne in Nord e Sud America, Brasile e Canada.
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Jon Condon, un editore di Beef Central, un quotidiano di notizie e informazioni sul mercato dell’industria della carne bovina, ha affermato che l’impatto della chiusura dipendeva dalla durata dell’interruzione e ha aggiunto: “A questo punto nessuno lo sa quando potrà riaprire. Potrebbe essere un giorno, potrebbe essere una settimana, potrebbe essere più settimane. Più a lungo va, peggiore sarà la situazione in termini di approvvigionamento e interruzione”.
Ha inoltre aggiunto: “Ci sono molti impianti di carne in Australia diversi da JBS, e se questo problema dovesse estendersi oltre il breve periodo, non sarebbe così difficile o insolito che la lavorazione avvenga in altri luoghi e in altre aziende per mantenere la fornitura di carne”.
Ha detto, tuttavia, che JBS era la più grande azienda al mondo di carne bovina, pollo e maiale e il significato dell’attacco non dovrebbe essere sottovalutato dagli altri produttori di carne.
Il ministro federale dell’agricoltura David Littleproud ha confermato che il governo era a conoscenza dell’hack e stava lavorando per riportare online i sistemi della società.
“Stiamo ovviamente lavorando con le forze dell’ordine qui in Australia e stiamo anche lavorando con i nostri partner internazionali”, ha detto Littleproud. “È in fase di indagine ed è importante rispettare questo processo”.
Al momento, non ci sono informazioni sulla natura dell’attacco informatico, ma in base alla scelta degli aggressori di colpire i sistemi dell’azienda durante il fine settimana, c’è un’alta probabilità che sia stato un ransomware.
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