Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
HackTheBox 970x120 1
Banner Mobile
Attacco informatico a Kiev: tensioni tra Russia ed Ucraina.

Attacco informatico a Kiev: tensioni tra Russia ed Ucraina.

15 Gennaio 2022 20:52

Kiev ritiene che un gruppo di hacker collegato all’intelligence bielorussa abbia effettuato l’attacco informatico che ha colpito i siti Web del governo ucraino questa settimana e utilizzato malware simile a quello utilizzato da un gruppo legato all’intelligence russa, ha affermato un alto funzionario della sicurezza ucraina.

Serhiy Demedyuk, vice segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale, ha detto a Reuters che l’Ucraina ha incolpato UNC1151 dell’attacco di venerdì, il quale ha effettuato “deface” dei siti web del governo con messaggi minacciosi, nascondendo delle azioni più distruttive dietro le quinte.

I suoi commenti offrono la prima analisi dettagliata di Kiev sui sospetti dell’attacco informatico su una dozzina di siti web del governo. I funzionari venerdì hanno affermato che probabilmente la Russia era coinvolta, ma non hanno fornito dettagli. La Bielorussia è uno stretto alleato della Russia.

L’attacco informatico ha colpito i siti Web con l’avvertimento di:

“aver paura e aspettarsi il peggio”

in un momento in cui la Russia ha ammassato truppe vicino ai confini dell’Ucraina, temendo che Mosca stia pianificando un nuovo assalto militare all’Ucraina.

La Russia ha respinto tali timori come “infondati”.

L’ufficio del presidente bielorusso Alexander Lukashenko non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento sulle osservazioni di Demedyuk.

Anche il ministero degli Esteri russo non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento sulle sue osservazioni. In precedenza ha negato il coinvolgimento in attacchi informatici, anche contro l’Ucraina.

“I deface dei siti era solo una copertura per azioni più distruttive che si stavano svolgendo dietro le quinte, le cui conseguenze le sentiremo nel prossimo futuro”

ha affermato Demedyuk nei commenti scritti.

In un riferimento all’UNC1151, ha affermato:

“Questo è un gruppo di spionaggio informatico affiliato ai servizi speciali della Repubblica di Bielorussia”.

Demedyuk, che era il capo della polizia informatica dell’Ucraina, ha affermato che il gruppo ha avuto precedenti nel prendere di mira Lituania, Lettonia, Polonia e Ucraina.

“Il software dannoso utilizzato per crittografare alcuni server del governo è molto simile nelle sue caratteristiche a quello utilizzato dal gruppo ATP-29”

ha affermato, riferendosi a un gruppo sospettato di essere coinvolto nell’hacking del Comitato Nazionale Democratico prima delle elezioni presidenziali statunitensi del 2016.

“Il gruppo è specializzato in spionaggio informatico, che è associato ai servizi speciali russi (Foreign Intelligence Service of the Russian Federation), per i suoi attacchi, ricorre al reclutamento o al lavoro sotto copertura dei suoi addetti”

ha affermato Demedyuk.

I messaggi lasciati sui siti web ucraini venerdì erano in tre lingue: ucraino, russo e polacco. Si riferivano alla Volinia e alla Galizia orientale, dove nella Polonia occupata dai nazisti furono compiute uccisioni di massa dall’esercito insorto ucraino (UPA).

L’episodio rimane ancora oggi un punto di contesa tra Polonia e Ucraina.

Demedyuk ha suggerito che gli hacker hanno utilizzato Google Translate per la traduzione in polacco.

“È ovvio che non sono riusciti a fuorviare nessuno con questo metodo primitivo, ma questa è comunque la prova che gli aggressori hanno ‘giocato’ sulle relazioni polacco-ucraine, le quali stanno diventando sempre più forti ogni giorno”

ha detto.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La redazione di Red Hot Cyber è composta da professionisti del settore IT e della sicurezza informatica, affiancati da una rete di fonti qualificate che operano anche in forma riservata. Il team lavora quotidianamente nell’analisi, verifica e pubblicazione di notizie, approfondimenti e segnalazioni su cybersecurity, tecnologia e minacce digitali, con particolare attenzione all’accuratezza delle informazioni e alla tutela delle fonti. Le informazioni pubblicate derivano da attività di ricerca diretta, esperienza sul campo e contributi provenienti da contesti operativi nazionali e internazionali.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Codici QR dannosi: la nuova frontiera del phishing passa dall’HTML
Redazione RHC - 08/01/2026

Sappiamo che i criminal hacker riescono sempre a sorprenderci, e anche questa volta ci stupiscono per le innovazione e i modi che inventano per poter superare gli ostacoli, come i filtri di antispam. I criminali…

Immagine del sitoVulnerabilità
Quando anche i backup diventano un vettore d’attacco: Veeam corregge una RCE critica
Redazione RHC - 08/01/2026

I backup sono generalmente considerati l’ultima linea di difesa, ma questa settimana Veeam ci ha ricordato che i sistemi di backup stessi possono diventare punti di accesso per gli attacchi. L’azienda ha rilasciato aggiornamenti di…

Immagine del sitoDiritti
Algoritmi e crittografia: un conflitto tra sicurezza tecnica e diritti costituzionali
Paolo Galdieri - 08/01/2026

Il presente contributo approfondisce le criticità tecniche e costituzionali della proposta di Regolamento COM/2022/209 CSAR(Child Sexual Abuse Regulation). Questo studio fa seguito all’inquadramento generale già delineato e si concentra sul conflitto tra l’integrità dei sistemi…

Immagine del sitoCybercrime
Quando l’individuazione degli attacchi diventa automatizzata, il rilevamento smette di scalare
Alexander Rogan - 08/01/2026

Per gran parte degli ultimi due decenni, la sicurezza informatica si è fondata su un presupposto fondamentale: le attività malevole possono essere individuate, analizzate e contrastate prima che producano danni significativi. Questo assunto ha modellato…

Immagine del sitoCybercrime
VMware ESXi violato dall’interno: quando l’isolamento delle VM smette di esistere
Redazione RHC - 08/01/2026

Un nuovo report pubblicato dall’Huntress Tactical Response Team documenta un’intrusione estremamente sofisticata individuata nel dicembre 2025, nella quale un attore avanzato è riuscito a compromettere un’infrastruttura VMware ESXi sfruttando una VM escape, ovvero l’evasione da…