
9 maggio 2024, viene denunciato un attacco informatico ad alcuni sistemi della ASCENSION, uno dei più grandi operatori sanitari statunitensi che gestisce 140 ospedali in 19 stati diversi fornendo, nel solo 2023, servizi di assistenza alle persone indigenti per un valore di 2,2 miliardi di dollari.
L’organizzazione ha informato che dopo aver scoperto attività anomale nel sistema di rete, ha immediatamente assunto una azienda di sicurezza, Mandiant, per gestire il problema e ha informato le forze dell’ordine. Sono ancora in corso le indagini per verificare se vi sia stata sottrazione di dati.
Il blocco di alcuni sistemi, a seguito del rilevamento di attività anomale, ha portato l’organizzazione sanitaria ad una temporanea gestione manuale di alcune pratiche, procedura d’emergenza che secondo la Ascension, è prevista ed esercitata proprio per occasioni simili.
Molti partner commerciali e fornitori si sono dovuti disconnettere dai sistemi di Ascension, per evitare ulteriori problemi.
Dai primi dati sembra che l’attacco, di tipo ransomware, sia opera della cybergang Black Basta, la stessa gang che poche settimane prima ha messo in crisi Synlab in Italia. Che vi sia qualche correlazione è presto per dirlo, ciò che è certo è che la sanità è sempre più presa di mira.
Questo è l’ennesimo attacco contro sistemi sanitari, e probabilmente non l’ultimo. La sempre maggiore complessità dell’ecosistema sanitario mondiale, la sua diversità, l’enorme superficie d’attacco esposta, la scarsità di personale e l’insufficiente preparazione tecnica dei team di sicurezza, rischiano di compromettere la salute di tutti.
Non stiamo parlando di giochetti tipo defacement di un sito o blocco temporaneo di un servizio online, ma di qualcosa di ben più critico: i dati dei sistemi sanitari di interi stati! Cosa accadrebbe in Italia se il sistema informatico del 118 venisse hackerato?
Se i dati dei pazienti venissero cancellati o, peggio ancora, modificati ne andrebbero di mezzo vite umane. Se i sistemi di gestione dei magazzini delle farmacie venissero cifrati per mezzo di un ransomware, i nostri operatori saprebbero passare a procedure manuali? E che dire delle migliaia di studi dei medici di base distribuiti sul territorio, connessi tra loro, in un modo o nell’altro, spesso inconsapevolmente?
Ciò che sta accadendo, purtroppo, è la dimostrazione dell’inconsistenza di una società basata sulla interconnessione e digitalizzazione a tutti i costi, senza alcuna attenzione verso la sicurezza.
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