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Attacco Informatico alla Kawasaki Motors! RansomHub pubblica 487 GB di dati rubati

Attacco Informatico alla Kawasaki Motors! RansomHub pubblica 487 GB di dati rubati

16 Settembre 2024 12:27

Kawasaki Motors Europe si sta riprendendo da un attacco informatico effettuato dal gruppo ransomware RansomHub. L’incidente ha causato interruzioni del servizio, tuttavia, come affermano i rappresentanti dell’azienda, il ripristino attivo è attualmente in corso e si prevede che il 90% dei server ritornerà in servizio la prossima settimana.

L’attacco ha preso di mira la sede europea della Kawasaki all’inizio di settembre. Nell’ambito delle misure di sicurezza adottate, tutti i server aziendali sono stati temporaneamente disabilitati per verificare la presenza di malware.

Il personale IT, insieme ad esperti esterni di sicurezza informatica, hanno esaminato manualmente ciascun server prima di riconnetterlo alla rete aziendale.

Post all’interno del Data Leak Site (DLS) di RansomHub

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Kawasaki Motors Europe, una filiale di Kawasaki Heavy Industries, produttore globale di motociclette e altre attrezzature motorizzate, ha affermato che l’incidente non ha influenzato le operazioni aziendali chiave come concessionari, fornitori e logistica.

Nel frattempo, il gruppo RansomHub ha rivendicato l’attacco informatico affermando di aver rubato 487 GB di dati dalla rete dell’azienda. Gli hacker hanno pubblicato i dati rubati in quanto l’azienda si è rifiutata di pagare il riscatto.

Non è chiaro se i dati rubati contengano informazioni sui clienti dell’azienda, ma questo scenario non è stato escluso. I rappresentanti della Kawasaki non hanno risposto alle richieste di commento dei giornalisti.

Alcune directory dei dati pubblicati da RansomHub

Il gruppo RansomHub è diventato attivo dopo la fine dell’operazione BlackCat/ALPHV, nella quale erano coinvolti molti attuali membri di RansomHub. Dall’inizio del 2024 ha effettuato più di 200 attacchi riusciti, anche contro grandi aziende come Rite Aid e Planned Parenthood.

Un allarme congiunto emesso il mese scorso da FBI, CISA e Dipartimento della Salute degli Stati Uniti ha evidenziato la minaccia del gruppo ai principali settori infrastrutturali statunitensi.

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