Il recente (3-4 febbraio 2023) un cyberattack di livello mondiale ha preso di mira il famoso hypervisor VMware ESXi con il fine di installare un ransomware (ESXiArgs) su tali sistemi.
Sappiamo che l’attacco ha avuto successo su alcuni server ESXi operanti su una versione obsoleta dell’hypervisor di punta di casa WMware, ed in particolare le seguenti versioni:
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ESXi 7.x precedente a ESXi70U1c-17325551
ESXi 6.7.x precedente a ESXi670-202102401-SG
ESXi 6.5.x precedente a ESXi650-202102101-SG
Tali versioni appaiono vulnerabili all’esposizione CVE-2021–21974, inoltre sappiamo che:
Il riscatto richiesto dal RansomwareESXiArgs è di circa 2 bitcoin (BTC).;
I Paesi più colpiti sembrano essere in ordine di rilevanza Francia, USA, Germania e Canada;
L’Italia, pur se colpita duramente, Shodan posiziona il Bel Paese, fortunatamente, al 17 posto tra i Paesi più colpiti al mondo.
Questo è, molto sinteticamente, lo scenario noto di questo grave cyberattack a livello mondiale.
Ancora oggi non sappiamo veramente cosa è accaduto.
La CVE-2021–21974 non risponde a tutti i quesiti tecnici che il Ransomware ESXiArgs ha sollevato.
Va notato che il CVE-2021-21974 non è ancora ufficialmente confermato come vettore di attacco. Il CERT francese ha elencato anche il CVE-2020-3992 come un’altra possibilità, che è anche una vulnerabilità di OpenSLP.
Alcuni esperti infatti iniziano a pensare che si tratti di uno 0-day, anche se WMware si è affrettata a dichiarare che “non ci sono evidenze” in questo senso.
Scopo di questo breve articolo non è certamente quello di analizzare in dettaglio tutte le evidenze di un tale poderoso cyberattack, addirittura di livello mondiale.
L’obiettivo è solo quello di “consigliare” al lettore che forse è giunto il momento storico di guardare la IT Security con occhi nuovi e diversi.
Nel 2019 il WEF (World Economic Forum) prese parte, con la Fondazione di Bill Gates e altri, a un’esercitazione pandemica chiamata Evento 201, che immaginava un’epidemia diffusa in tutto il pianeta. Poi è accaduto quello che tutti noi sappiamo.
Tra il 17-20 gennaio 2023 (neanche un mese prima dall’attacco mondiale ransomware in oggetto) Klaus Schwab, fondatore e presidente del World Economic Forum (WEF), ha dichiarato che entro i prossimi due anni potrebbe verificarsi un attacco informatico catastrofico di portata mondiale.
Visto che abbiamo deciso di guardare con occhi nuovi la IT Security e volendo consapevolmente unire tutti i punti di questo “strano” attacco ransomware ora ci troviamo davanti ad un bivio.
Scegliere di girarci dall’altra parte, così come abbiamo fatto in passato oppure rimboccarci le maniche e iniziare a studiare cybersecurity ed applicarla alle nostre aziende. Questo prendendo in “seria” considerazione nuove soluzioni architetturali e tecnologiche per proteggere la tua azienda e creare un mondo digitale sempre migliore.
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