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Attacco ransomware al colosso italiano ENI. Le infrastrutture energetiche italiane sono sotto pressione

Sembra che gli attacchi al comparto energia stiano aumentando verso le organizzazioni italiane. All’inizio di questa settimana, l’agenzia italiana per l’energia Gestore dei Servizi Energetici SpA ha subito una violazione. Ricordiamo che il GSE è, tra le altre funzioni, uno degli enti governativi preposti alla gestione del mercato elettrico italiano.

Nel mentre, la rivista Bloomberg ha riportato che il colosso petrolifero italiano Eni SpA ha dichiarato mercoledì che le sue reti informatiche sono state violate nei giorni scorsi e che le conseguenze finora non sembrano gravi.

“Eni conferma che nei giorni scorsi i sistemi di protezione interni hanno rilevato accessi non autorizzati alla rete aziendale”

ha affermato un rappresentante dell’azienda. La più grande compagnia energetica del paese sta lavorando con le autorità locali per valutare le conseguenze dell’attacco, ha aggiunto il rappresentante.

Le persone che hanno familiarità con la situazione hanno affermato che Eni sembrava essere stata colpita da un attacco ransomware.

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Ma oltre alle cybergang, anche gli hacker sponsorizzati dallo stato potrebbero avere interesse a effettuare attacchi dannosi al settore energetico nei paesi europei che dipendono particolarmente dal gas proveniente dalla Russia o da fonti al di fuori dell’Europa, ha affermato. 

I server sono stati compromessi, i lavoratori non hanno accesso a email o dati interni e alcune funzioni del mercato energetico svolte dal GSE sembrerebbero essere state sospese mentre il sito risulta ancora offline.

Uno dei principali rischi di violazione dei servizi pubblici e di altri operatori di infrastrutture critiche è che gli hack dei loro sistemi IT possono portare a interruzioni dei sistemi operativi che forniscono elettricità, acqua e altri servizi agli utenti finali, anche se gli hacker non toccano mai effettivamente tali apparecchiature sensibili. 

Lo scorso anno, la cybergang DarkSide attaccò la Colonial Pipeline Co. con sede ad Alpharetta, Georgia. L’attacco ransomware mise offline il grande oleodotto di carburante degli Stati Uniti paralizzando i suoi sistemi IT.