L’ultima ispezione della NASA ha sollevato preoccupazioni riguardo ai suoi supercomputer di controllo obsoleti, rivelando che la maggior parte di essi manca di GPU, una carenza che sta avendo un impatto significativo sulle missioni dell’agenzia.
Attualmente, la NASA dispone di cinque sistemi HES, comunemente noti come supercomputer, con capacità che vanno da 154,8 TFLOPS a 13,12 PFLOPS. Tuttavia, la maggior parte di questi sistemi si basa esclusivamente su CPU, molte delle quali datate. Questo divario tecnologico è preoccupante, considerando che le moderne applicazioni software e i calcoli avanzati si affidano principalmente alle GPU per le loro prestazioni ottimali.
I funzionari dell’HEC hanno espresso preoccupazione per questa situazione, suggerendo che il mancato aggiornamento dei sistemi potrebbe essere attribuito a diversi fattori, tra cui problemi nella catena di approvvigionamento, requisiti linguistici informatici aggiornati e carenza di personale qualificato per implementare nuove tecnologie. Questo ritardo nell’aggiornamento dell’infrastruttura avrà un impatto diretto sulle capacità della NASA di raggiungere i propri obiettivi scientifici e di ricerca.
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In risposta alla carenza di risorse computazionali moderne, alcuni team delle missioni hanno optato per soluzioni alternative, come l’acquisto di sistemi propri. Ad esempio, il team dello Space Launch System ha investito 250.000 dollari all’anno per soddisfare le proprie esigenze di calcolo anziché attendere l’accesso ai supercomputer della NASA.
Questa situazione è complicata dalla mancanza di una strategia coerente all’interno della NASA sull’utilizzo dei supercomputer HEC interni rispetto alle opzioni di cloud computing. Tale mancanza di chiarezza include difficoltà nel valutare le implicazioni finanziarie di ciascuna scelta, creando una certa confusione a livello decisionale all’interno dell’agenzia.
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