
Il governo australiano ha abbandonato il piano di vietare completamente il pagamento del riscatto in caso di attacchi ransomware. Si prevede invece di introdurre l’obbligo di segnalare tali incidenti alle autorità competenti.
Si tratta di un precedente che potrebbe essere esteso in ambito Five Eyes e anche in altre nazioni, creando un potenziale aumento della minaccia ransomware.
Si prevede che il nuovo approccio alla sicurezza informatica, la cui implementazione avrà un costo di 587 milioni di dollari australiani (382 milioni di dollari), ridurrà in modo significativo il costo stimato di 3 miliardi di dollari australiani (1,9 miliardi di dollari) ogni anno a causa del ransomware per l’economia del paese.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
In un documento di 64 pagine, il governo australiano ha delineato i suoi piani per rafforzare la sicurezza informatica del paese nei prossimi sette anni, inclusa l’introduzione di nuovi requisiti secondo cui le aziende prese di mira devono segnalare tutti gli incidenti di ransomware. Nascondere tali casi è ora vietato.
Ciò che però non figurava nel documento era il severo divieto di pagare riscatti agli hacker, di cui il governo australiano aveva annunciato a gran voce l’introduzione l’anno scorso. Ciò significa che ogni azienda deciderà da sola se pagare o meno gli estorsori, anche se il governo continua a scoraggiare fortemente questa possibilità.
Significativi incidenti di ransomware informatici verificatisi in Australia includono l’attacco dello scorso anno a Medibank Private, uno dei più grandi assicuratori sanitari, e l’attacco di marzo a Latitude Financial, un istituto di credito altrettanto grande. L’ultimo attacco ha provocato perdite multimilionarie che hanno quasi distrutto l’attività di Latitude.
Claire O’Neill, ministro australiano degli Affari interni e della sicurezza informatica, ha affermato che preferirebbe vietare del tutto il pagamento del riscatto per sconvolgere il modello di business dei criminali informatici. Ma le aziende stesse non sembrano essere pronte a questo.
“Non possiamo permetterci che i nostri dati siano sparsi in tutto il paese e che le nostre infrastrutture critiche inizino a fallire”, ha spiegato O’Neill. Tuttavia, ha sottolineato che il governo australiano prenderà nuovamente in considerazione l’introduzione di un divieto totale di pagamento del riscatto agli estorsori entro due anni.
Vale la pena notare che lo stesso governo australiano, in caso di attacco alle proprie reti, si è impegnato a non pagare alcun riscatto agli estorsori nell’ambito della corrispondente iniziativa internazionale proposta al vertice CRI di fine ottobre di quest’anno.
Tuttavia, a quanto pare questo accordo non si applica alle società private australiane, che sono quindi libere di decidere se collaborare o meno con gli estorsori.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CulturaWikipedia nacque il 15 gennaio 2001, in un freddo pomeriggio di metà gennaio che nessuno ricorda più davvero più. Jimmy Wales e Larry Sanger decisero di fare un esperimento, uno di quelli che sembrano folli…
CybercrimeNelle prime ore del mattino del 13 gennaio, uno dei principali ospedali del Belgio si è trovato improvvisamente quasi paralizzato. L’AZ Monica, con sedi ad Anversa e Deurne, è stato colpito da un attacco informatico…
CyberpoliticaIl CEO di Cloudflare, Matthew Prince, ha minacciato di chiudere le attività dell’azienda in Italia dopo che l’autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni del Paese le ha imposto una multa pari al doppio del suo fatturato…
CybercrimeUn’analisi approfondita sulle connessioni infrastrutturali del gruppo emergente Orion Leaks e il suo possibile legame con l’ex gigante LockBit RaaS. Negli ultimi mesi, a seguito dell’Operazione Cronos, condotta da agenzie internazionali per smantellare l’infrastruttura e…
CybercrimeNegli ultimi mesi si sta parlando sempre più spesso di un cambio di paradigma nel cybercrime. Quello che per anni è stato percepito come un ecosistema prevalentemente digitale — fatto di frodi, furti di identità,…