Sono lo Stregatto, tu chi sei?
Ci sono stati giorni in cui, rientrando da un weekend lungo, mi sono sentita come Alice che cade nella tana del bianconiglio.
Persa in mille mail, con richieste tutte urgenti, tutto subito, inviti minatori per call inutili, domande per cose che pensavo fossero ovvie, le solite polemiche.
Ho trascorso anni a cercare di fare T U T T O, a costo di passarci ore extra, senza essere pagata, per il puro senso del dovere e per la sensazione di dover dimostrare qualcosa ma non chiedermi “a chi” perché non ho la risposta.
Poi, con l’esperienza, osservando le dinamiche, ho capito che facevo tanto ma ero comunque invisibile.
Ti ricordi Alice nel Paese delle Meraviglie?
Alice è persa perché non sa dove sta andando.
Le appare lo Stregatto quando è più confusa che mai e, quando ero bambina, pensavo fosse il più strano degli strani. Quel gatto sornione che dice cose senza senso l’ho capito solo da grande! Lo Stregatto è il più lucido di tutti. È l’unico che non è lì per caso.
Lo Stregatto è come un coach: ti fa la domanda scomoda quando sei disorientato. Lui che nel disorientamento ci vive. Appare, scompare, resta lì, guarda, ti osserva:
“Which way should I go from here?”
“That depends a good deal on where you want to get to,” said the Cat.
“I don’t much care where…” said Alice.
“Then it doesn’t matter which way you go,” said the Cat.
Già, se non sai dove andare, qualunque strada può essere giusta e sbagliata.
Ecco. Come Alice, anche io ho lavorato così, in un mondo dove tutto era urgente e qualsiasi urgenza era anche la mia urgenza.
Poi, uno Stregatto in carne ed ossa, mi ha fatto riflettere: se tutto è urgente allora niente è urgente davvero.
Eccomi come il Bianconiglio che è sempre in ritardo, sempre di fretta, ma non agile. Io sentivo il peso del mondo sulle spalle. E tu?
Quante volte hai aperto gli occhi pensando di essere già in ritardo su qualcosa?
Quante volte hai iniziato a lavorare… rincorrendo scadenze già vecchie?
Produci produci produci. Ma dove stai andando?
Ti avvii in un’altra riunione inutile, dove si parlerà di niente? Con quelle decisioni che pensavi fossero già prese e invece… eccoci ancora!
Il chair della call è come il Cappellaio Matto, intrappolato nel loop del tè delle sei.
Riunioni infinite, decisioni che arrivano e poi vengono ritrattate, call riproposte e ripianificate a fine giornata, quando le pile sono già esauste e tu, altro che tè, non hai bevuto neanche mezzo litro d’acqua nelle ultime ventiquattro ore. Ti chiedi: “stiamo andando avanti… o stiamo solo parlando?” come avvolto da quella nuvola di fumo del Brucaliffo.
Come se non fosse abbastanza, prima o poi entra in call anche una Regina di Cuori che sbraita “Tagliatele la testa!” che salta fuori con decisioni impulsive, voglia di punire, zero interesse per il parere altrui… una pentola a pressione pronta ad esplodere.
Alice cade in un mondo parallelo, chissà se sta sognando, chissà se è vero… tu sei vero, non c’è dubbio e, a volte, ti fai trascinare nel Paese delle Meraviglie, a volte sei il Bianconiglio, a volte la Regina di Cuori, a volte il Cappellaio Matto, a volte Alice.
Cerchi di adeguarti a tutto e la chiami flessibilità e come Alice cambi dimensione continuamente: un bel giorno tutti ti cercano e sei gigante. La settimana dopo, passata la buriana, torni minuscolo e invisibile.
A volte pensi di guidare e invece stai reagendo (eh già, reazione e risposta sono due cose molto diverse!). A volte pensi di aver influito su quella decisione e invece eccoti qui a scoprire che erano dinamiche già scritte da altri. Vuoi avere il controllo di tutto ma il sistema in cui ti muovi è gigantesco.
Ma quand’è che sei tu?
Lo Stregatto arriva e ti chiede: chi sei nel tuo lavoro, al di là delle richieste degli altri?
Io ci ho messo un po’ a capire la differenza tra urgenza e priorità, reazione e risposta, sì e no. Eppure sembra così facile…
Se non scegli tu la direzione, qualcuno lo farà al posto tuo e tu reagirai a situazioni senza averne il controllo, rincorrerai continuamente l’ultimo invito alla call come se fosse un invito sul red carpet.
E allora oggi ti lascio con una domanda, semplice ma difficile:
Quando vuoi scegliere da che parte andare, cosa è davvero importante per te?
Career & Business Coach, HR & Talent Expert. Da oltre vent’anni nelle Risorse Umane, tra Milano e Londra, supportando privati ed aziende in percorsi di crescita e trasformazione. Appassionata di scrittura creativa, fotografia e fitness.