Una falla di sicurezza monitorata con il codice CVE-2026-27913 colpisce il meccanismo di protezione di Windows BitLocker. Nasce da un problema preciso: una validazione impropria degli input (codice CWE-20).
Un attaccante, che non ha privilegi e senza interazione, può sfruttare questo bug di sicurezza a livello locale. Il risultato è quindi un bypass di funzionalità di sicurezza fondamentali interne al sistema, con un impatto diretto sulla sull’riservatezza e integrità dei dati.
Il punteggio che è stato associato a questa CVE è pari a 7.7 e non lascia spazio a interpretazioni. Non è critico sulla carta, ma lo diventa nel mondo reale, soprattutto con un accesso diretto alla macchina.
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Infatti, il nodo più delicato non è BitLocker in sé, ma è quello che si può fare con questa vulnerabilità, ovvero aggirare il Secure Boot.
Bypass di sicurezza BitLocker tramite input non validati
Secure Boot, per chi non lo conosce, è il guardiano silenzioso della fase di avvio. Se cade questo componente, il resto delle interazioni diventano “negoziabili”. L’exploit in questione, permette di compromettere la sequenza del boot, aprendo degli scenari molto profondi. Ad esempio modifiche non autorizzate, accesso ai dati cifrati, attacchi anche al livello del firmware.
In questo caso il prerequisito non è essere connessi in rete ed essere in remoto, ma è essere li “fisicamente” e avere un accesso locale. Inoltre, la complessità di esecuzione dell’exploit è bassa con nessuna interazione richiesta.
Quello che vi stiamo dicendo che la prospettiva è diversa in quanto non è un attacco da internet, ma è una minaccia fisica, e può essere utilizzata per accedere ai dati quando ti perdi un pc o ti viene rubato.
La vulnerabilità interessa un’ampia gamma di sistemi Windows Server:
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Windows Server 2012
Windows Server 2012 R2
Windows Server 2016
Windows Server 2019
Windows Server 2022
e sono incluse anche le installazioni Server Core.
Microsoft ha rilasciato le patch ufficiali nel ciclo di aggiornamenti di aprile 2026 (patch tuesday) e non avete nessuna scusa per rimandare l’aggironamento. La vulnerabilità è stata individuata dal ricercatore Alon Leviev insieme al team STORM di Microsoft. La documentazione ufficiale su questo bug di sicurezzala trovate su msrc.
Non risultano exploit attivi al momento e ne PoC di sfruttamento pubbliche. Ma Microsoft è chiara: lo sfruttamento è “probabile”. Tradotto semplicemente: è solo questione di tempo.
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Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza:Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance
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