BlackCat: nuovi modi creativi per "svergognare" le vittime che non pagano i riscatti
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BlackCat: nuovi modi creativi per “svergognare” le vittime che non pagano i riscatti

BlackCat: nuovi modi creativi per “svergognare” le vittime che non pagano i riscatti

Redazione RHC : 2 Gennaio 2023 17:41

Il 26 dicembre, gli hacker del gruppo BlackCat hanno riportato sul loro sito Web nelle underground di essere riusciti a violare una società di servizi finanziari. 

Poiché la vittima non hanno pagato il riscatto, i criminali informatici hanno pubblicato tutto ciò che è stato rubato, ma hanno creato una “punizione” ad arte per l’azienda violata.

Questo è un ennesimo modo crativo, come abbiamo visto già in passato da parte di BlackCat con The Allison e con la nostra Università di Pisa.


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Hanno quindi fatto trapelare i dati su un sito che copia quasi completamente l’aspetto del sito della vittima. Questo in passato non era stato fatto, ma erano stati pubblicati i dati su siti con lo stesso dominio con estensione differente senza la stessa veste grafica.

Gli aggressori hanno solo cambiato i nomi delle sezioni per facilitare la navigazione nel sito da parte dei visitatori.

Chiunque può accedere al sito, perché è pubblico nel clearnet. 

E’ probabile che questo è il modo in cui i criminali informatici vogliono danneggiare ancora di più la vittima, in quanto non hanno monetizzato i propri sforzi, consentendo di far accedere tutti ai suoi dati.

Ora sul sito puoi trovare 3,5 GB di documenti, tra cui:

  • Promemoria ai dipendenti;
  • Moduli di pagamento;
  • Informazioni sui dipendenti;
  • Dati su attività e spese;
  • Dati finanziari dei clienti della vittima;
  • Scansioni del passaporto dei clienti della vittima.

La pubblicazione dei dati su un sito specchio nel clearnet, sarà un problema molto più grande per l’azienda vittima rispetto alla diffusione di dati utilizzando siti della rete onion. 

Questa nuova tattica, con buone possibilità potrà essere ripresa da altre gang in quanto è estremamente efficace a “svergognare” le vittime.

Immagine del sitoRedazione
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