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BlackMatter chiude. L’intera infrastruttura verrà disattivata nelle prossime 48 ore.

BlackMatter chiude. L’intera infrastruttura verrà disattivata nelle prossime 48 ore.

3 Novembre 2021 12:57

La cyber-gang ransomware BlackMatter, che ha colpito Colonial Pipeline, ha annunciato la fine di tutte le sue operazioni a causa delle pressioni delle autorità.

Il gruppo ha pubblicato un annuncio di cessazione sul proprio portale partner, dove gli affiliati si registrano per ricevere gli aggiornamenti del ransomware BlackMatter.

“A causa di alcune circostanze irrisolvibili associate alla pressione delle autorità (parte della squadra non è più disponibile, dopo le ultime notizie) – il progetto è chiuso. In 48 ore, l’intera infrastruttura sarà disattivata, è consentito: inviare mail alle aziende per ulteriori comunicazioni, ottenere decryptor, qualora necessario scrivete”

Daremo il decryptor

“all’interno della chat qualora siano necessari. Auguriamo a tutti un grande ​​successo, siamo stati felici di lavorare”

Ma questa decisione di cessare le operazioni, a nostro avviso segue due eventi di alto profilo che si sono verificati nelle ultime due settimane.

  1. Il primo è un rapporto di Microsoft e Gemini Advisory, che ha collegato il gruppo di criminali informatici FIN7, presumibilmente lo sviluppatore del ransomware Darkside e BlackMatter, con la falsa società di sicurezza delle informazioni Bastion Secure, che è stata utilizzata per reclutare il personale;
  2. Il secondo evento è un articolo del New York Times sulla stretta collaborazione tra Stati Uniti e Russia nella lotta contro i gruppi di criminali informatici e ransomware russi.

Ricordiamo che il gruppo di cyber ransomware Darkside, che è “reincarnato” in BlackMatter, ha ridimensionato le sue operazioni nel maggio 2021 dopo un attacco di alto profilo al gigante americano del carburante Colonial Pipeline.

Un altro gruppo sensazionale, REvil, ha recentemente cessato le sue attività due volte. La seconda volta ha dovuto ridimensionare le operazioni dopo che le forze dell’ordine hanno violato i suoi server sulla darknet.

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Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione

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