
Il panorama dei browser, analizzato da StatCounter, rivela alcune interessanti novità nelle analisi di fine 2024 relative al mercato desktop.
Sebbene il dominio globale di Google Chrome sia confermato, con una quota del 64,8%, nel mercato italiano, emergono dettagli unici che evidenziano un andamento differente nel nostro Paese.
Google Chrome si conferma il browser più utilizzato grazie alla sua velocità, semplicità e integrazione con i servizi Google, che ne fanno la scelta preferita dalla maggioranza degli utenti. Safari, con una quota del 7,6%, occupa il terzo posto, trainato dalla popolarità di iPhone e Mac. Microsoft Edge, invece, si posiziona al secondo posto con il 10,4%, guadagnando terreno grazie alle funzionalità avanzate e all’integrazione nativa con i sistemi operativi Windows 10 e 11.

Un dato che distingue l’Italia dagli altri mercati è la persistenza,, di Internet Explorer, che registra uno 0,5% circa di utilizzo.
Questo risultato, anomalo rispetto ad altri Paesi dove il browser è ormai completamente scomparso, potrebbe essere legato a particolari esigenze aziendali o a sistemi legacy ancora in uso.
Firefox, un tempo una delle alternative più popolari, detiene solo il 7,9% del mercato italiano. Nonostante sia ancora apprezzato per il suo focus sulla privacy e sulla personalizzazione, fatica a competere con i principali attori, che offrono esperienze sempre più simili.
In linea con le tendenze globali, la crescente attenzione alla privacy e alla sicurezza online ha spinto molti utenti a considerare browser emergenti come Brave e DuckDuckGo Browser. Sebbene non compaiano ancora tra i primi in classifica, rappresentano un segnale della diversificazione del mercato e dell’interesse verso soluzioni più rispettose della privacy.
In conclusione, la classifica italiana dei browser conferma il dominio di Chrome, ma evidenzia anche peculiarità interessanti come la resistenza di Internet Explorer. Con un settore in continua evoluzione, è evidente che le preferenze degli utenti continueranno a modellare il futuro della navigazione web.
Internet Explorer, nonostante sia ufficialmente stato ritirato da Microsoft, continua ad essere utilizzato in alcune aziende che fanno affidamento su sistemi legacy progettati specificamente per questa tecnologia. Questo avviene perché molte applicazioni critiche aziendali non sono ancora state migrate a piattaforme moderne, lasciando le organizzazioni vincolate a un browser ormai obsoleto. Tuttavia, il mantenimento di Internet Explorer rappresenta un rischio significativo, data la sua obsolescenza e l’incapacità di ricevere aggiornamenti di sicurezza adeguati.
La tecnologia su cui si basa Internet Explorer è piena di vulnerabilità che possono essere sfruttate da cybercriminali per compromettere la sicurezza aziendale. Esistono oggi innumerevoli alternative e strategie per mitigare questi rischi, come l’adozione di browser moderni, la virtualizzazione o la migrazione di applicazioni legacy. È fondamentale che le aziende italiane intraprendano un processo di “reforming” tecnologico il prima possibile per ridurre l’esposizione alle minacce e garantire un’infrastruttura più sicura e resiliente.
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