
Anthropic continua a spingere sull’evoluzione degli assistenti basati su intelligenza artificiale, ampliando le capacità operative di Claude oltre la semplice interazione testuale. Dopo aver consolidato la propria presenza tra sviluppatori e aziende, l’azienda ha introdotto nuove funzionalità pensate per consentire ai modelli di interagire in modo più diretto con l’ambiente informatico dell’utente.
Al centro di questa strategia c’è Computer Use, una tecnologia che permette a Claude di controllare un computer simulando le azioni di un essere umano: muovere il cursore, cliccare su elementi dell’interfaccia, digitare testo e navigare tra applicazioni e pagine web. Si tratta di una soluzione pensata principalmente per sviluppatori e ricercatori, distribuita sotto forma di API, e non di un prodotto consumer pronto all’uso.
L’obiettivo è superare i limiti delle tradizionali integrazioni via software, consentendo all’intelligenza artificiale di operare anche su applicazioni che non espongono interfacce programmabili. In questo modo, Claude può essere impiegato per automatizzare flussi di lavoro complessi, testare software o eseguire attività ripetitive all’interno di ambienti desktop, inclusi sistemi macOS, purché configurati dagli sviluppatori.
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Anthropic sottolinea che l’uso di Computer Use richiede particolare attenzione sul fronte della sicurezza. Proprio perché l’IA è in grado di interagire con il sistema come farebbe un utente reale, l’azienda ha previsto meccanismi di limitazione e isolamento, oltre a raccomandare un’attenta progettazione degli ambienti in cui la tecnologia viene utilizzata. Il rischio di azioni indesiderate o di interpretazioni errate delle istruzioni rimane uno degli aspetti critici di questo approccio.
A differenza di altri assistenti destinati al grande pubblico, le soluzioni di Anthropic non offrono al momento un’interfaccia grafica pensata per utenti non tecnici né un’applicazione ufficiale per macOS capace di gestire autonomamente file, documenti o cartelle personali. Le funzionalità di controllo del computer restano confinate a contesti sperimentali e professionali, dove vengono integrate e supervisionate tramite codice.
Questa impostazione riflette una scelta strategica precisa. Mentre altri attori del settore hanno puntato su assistenti generalisti integrati direttamente nei sistemi operativi, Anthropic procede con maggiore cautela, privilegiando affidabilità, controllo e trasparenza. La fiducia costruita nella comunità tecnica rappresenta uno dei principali asset dell’azienda, che continua a sviluppare strumenti avanzati prima di valutarne un’eventuale apertura al pubblico consumer.
Il percorso verso un’IA realmente “agentica”, capace di operare in autonomia su un computer personale, è quindi ancora in fase di definizione. Le tecnologie esistono, ma la loro applicazione su larga scala solleva interrogativi rilevanti su sicurezza, privacy e responsabilità. Per ora, Anthropic mantiene queste capacità all’interno di un perimetro controllato, lasciando intendere che un’adozione più ampia richiederà ulteriori passaggi e verifiche.
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