Le autorità tedesche hanno recentemente lanciato un avviso riguardante una sofisticata campagna di phishing che prende di mira gli utenti di Signal in Germania e nel resto d’Europa. L’attacco si concentra su profili specifici, tra cui diplomatici, politici, funzionari militari e giornalisti investigativi.
Il primo metodo utilizzato dai cyber-attori prevede l’invio di messaggi diretti che simulano comunicazioni ufficiali dal supporto tecnico di Signal. Gli aggressori avvisano la vittima di un presunto problema tecnico, spingendola a condividere il proprio codice di verifica o il PIN di sicurezza dell’account.
Se l’utente fornisce queste informazioni, gli attaccanti possono registrare l’account su un nuovo dispositivo sotto il loro controllo. In questo scenario, il legittimo proprietario viene immediatamente disconnesso dalla piattaforma, perdendo l’accesso totale alle proprie conversazioni e ai propri contatti.
Questa tecnica di “account takeover” si basa esclusivamente sull’inganno e non su vulnerabilità intrinseche del software. La vittima crede di risolvere un problema tecnico, ma sta invece consegnando le chiavi digitali della propria identità agli aggressori che hanno orchestrato la frode.
La seconda variante dell’attacco è considerata più insidiosa perché permette un monitoraggio costante senza interrompere il servizio per la vittima. Gli aggressori cercano di convincere l’utente a scansionare un codice QR inviato tramite messaggio, utilizzando vari pretesti per giustificare l’operazione.
Inquadrando il codice QR, l’utente permette involontariamente il collegamento di un dispositivo aggiuntivo all’account esistente. Da quel momento, l’attaccante può leggere tutti i messaggi in arrivo e in uscita in tempo reale, rimanendo invisibile per lunghi periodi di tempo.
Sebbene i casi segnalati riguardino principalmente Signal, gli esperti avvertono che queste medesime tattiche sono applicabili anche a WhatsApp. Entrambe le piattaforme utilizzano infatti sistemi simili per l’associazione di dispositivi secondari tramite QR code, esponendo gli utenti a rischi identici.
Per contrastare queste minacce, le autorità raccomandano di non rispondere mai a messaggi non sollecitati che richiedono codici personali o scansioni. È fondamentale bloccare e segnalare immediatamente gli account sospetti che si spacciano per team di assistenza tecnica ufficiali.
Gli utenti dovrebbero attivare la funzione di blocco della registrazione e verificare regolarmente l’elenco dei dispositivi collegati nelle impostazioni dell’app. Queste misure permettono di identificare rapidamente eventuali accessi non autorizzati e di proteggere l’account da tentativi di riconfigurazione esterna.
Le analisi riportate dall’Ufficio federale tedesco per la protezione della Costituzione indicano che dietro queste operazioni potrebbe esserci un attore statale. La precisione dei bersagli e la natura della campagna suggeriscono finalità di spionaggio mirato piuttosto che criminalità informatica comune.
La sicurezza delle comunicazioni digitali dipende in larga misura dalla cautela individuale di fronte a richieste anomale. Riconoscere i tentativi di manipolazione e seguire i protocolli di verifica ufficiali rimane la difesa più solida contro le incursioni dei cyber-attori.
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