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Cavo sottomarino danneggiato a Matsu: sospetti su una nave cinese: Taipei indaga

Cavo sottomarino danneggiato a Matsu: sospetti su una nave cinese: Taipei indaga

3 Aprile 2026 07:43
In sintesi

Il cavo sottomarino Matsu n.3 è stato danneggiato il 30 marzo durante il recupero del peschereccio Minlianyu 63896 vicino a Dongyin. La nave cinese Haihonggong 66 è sospettata di aver causato il guasto. La Guardia Costiera di Taiwan ha avviato un’indagine e coinvolto la Procura di Lienchiang. Le comunicazioni restano attive grazie a sistemi alternativi. Le autorità prevedono di completare le riparazioni entro luglio, condizioni meteo permettendo.

Il cavo sottomarino Taiwan-Matsu n.3 è stato recentemente danneggiato il 30 marzo, vicino a Dongyin, durante le operazioni di recupero del peschereccio cinese Minlianyu 63896.

La nave da lavoro di nome Haihonggong 66 è stata sospettata di aver causato il guasto. Le autorità taiwanesi hanno quindi avviato una indagine. La riparazione completa del cavo è prevista entro luglio, condizioni del mare, ovviamente permettendo.

La segnalazione è arrivata da Chunghwa Telecom in data 31 marzo. Il problema ha riguardato il collegamento tra Dongyin e Beigan, in un tratto sensibile della rete. Non è un caso che il punto del danno è stato individuato a 2,64 chilometri dalla costa, a ridosso dell’area delle operazioni.

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Il peschereccio cinese Minlianyu 63896, sembra che si fosse incagliato il 20 marzo a causa di un’infiltrazione d’acqua nel suo scafo. Dopo il salvataggio dell’equipaggio, l’imbarcazione è rimasta in mare alla deriva fino ad arenarsi a Bei’ao. La rimozione del relitto della nave è stata affidata alla nave Haihonggong 66, con un piano operativo che è stato approvato dalle autorità competenti.

Durante la notte del 30 marzo, mentre risultavano in corso le operazioni di pulizia, il cavo sottomarino Taiwan-Matsu n.3 ha subito un danno nella parte interna del conduttore centrale. Le prime valutazioni hanno indicato una possibile negligenza durante i lavori. Di conseguenza l’amministrazione marittima ha dovuto ordinare alla nave di interrompere immediatamente le attività.

La Guardia Costiera di Taiwan è quindi intervenuta senza ritardi. Le motovedette hanno abbordato presto la nave, raccolto le prove e coinvolto il personale in successivi interrogatori. Il caso è stato poi trasferito alla polizia distrettuale di Lienchiang per approfondire le responsabilità.

Vale la pena ricordarlo: il piano di intervento ha incluso misure preventive ambientali. Barriere galleggianti e materiali assorbenti le quali erano state predisposte per evitare riversamenti di petrolio nelle acque circostanti.

Il Ministero dello Sviluppo Digitale ha quindi confermato che il danno ha riguardato solo una parte dei cavi principali. Le comunicazioni non sono state interrotte perché esistono dei sistemi di ridondanza. Tuttavia resta aperta la questione sulle responsabilità tecniche.

Le operazioni di riparazione sono già state coordinate con specifiche nave posacavi. Se le condizioni del mare lo permetteranno, i lavori (come riportato in precedenza) dovrebbero concludersi entro luglio. Nel frattempo le autorità continuano a monitorare i movimenti della Haihonggong 66 per chiarire ogni dettaglio del caso.


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