Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
Se il chatbot crea dipendenza, la colpa è dell’azienda: la nuova linea rossa sull’IA in Cina

Se il chatbot crea dipendenza, la colpa è dell’azienda: la nuova linea rossa sull’IA in Cina

1 Gennaio 2026 18:09

Gli chatbot sono ormai ovunque. Ormai tutti abbiamo avuto a che fare con quegli assistenti virtuali che rispondono alle nostre domande, che ci forniscono informazioni e che a volte sembrano davvero troppo intelligenti.

Ma cosa succede quando questi chatbot diventano così avanzati da imitare la personalità umana e da entrare in empatia con noi?

Ecco, in quel caso, le cose potrebbero cambiare davvero. Sì, perché se un chatbot può parlarti come una persona reale, adattarsi al tuo umore e farti sentire capito, beh, potrebbe diventare più di una semplice distrazione, ma un’ abitudine difficile da abbandonare.

E qui casca l’asino. Perché se da un lato questi chatbot possono essere davvero utili e divertenti, dall’altro potrebbero anche creare problemi. Le autorità cinesi, per esempio, sembrano essere preoccupate per la loro sicurezza e per il loro impatto sugli utenti, tant’è che hanno pubblicato una bozza di regolamento per supervisionare questi servizi di intelligenza artificiale.

Il regolamento si applica a tutti i prodotti e servizi disponibili al pubblico in Cina che presentano tratti, modelli di pensiero e stili di comunicazione “umani” e che interagiscono con gli utenti attraverso testo, immagini, audio, video e altri formati. L’autorità di regolamentazione cinese ha infatti sottolineato che questi sistemi richiedono requisiti distinti rispetto a quelli tradizionali, proprio perché possono creare un senso di connessione personale e promuovere l’attaccamento. Insomma, i chatbot non sono più solo strumenti, ma qualcosa di più.

La bozza propone di obbligare gli sviluppatori e i proprietari dei servizi ad avvertire gli utenti dei rischi di un uso eccessivo e a intervenire in caso di comparsa di segnali di dipendenza. Si propone che la responsabilità della sicurezza accompagni un prodotto durante l’intero ciclo di vita, dallo sviluppo e dall’addestramento del modello fino al funzionamento. Il documento include anche requisiti per le procedure interne di verifica degli algoritmi, la protezione dei dati e la protezione delle informazioni personali.

Particolare enfasi è posta sulle potenziali conseguenze psicologiche. Gli operatori potrebbero essere tenuti a valutare lo stato d’animo, le emozioni e il grado di dipendenza dell’utente dal servizio. Se un utente manifesta reazioni emotive estreme o comportamenti coerenti con la dipendenza, il servizio deve adottare le “misure necessarie” per intervenire.

La bozza stabilisce anche restrizioni sul contenuto e sul comportamento di tali sistemi. In particolare, i servizi di intelligenza artificiale non devono generare contenuti che minaccino la sicurezza nazionale, diffondano voci o incoraggino violenza o oscenità. Il documento è attualmente aperto al pubblico e, a seguito del suo esito, le regole potrebbero essere perfezionate prima della loro effettiva attuazione.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella. Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…