Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità

Che fine ha fatto l’amministratore di sistema con il GDPR?

3 Ottobre 2025 15:35

Ah, l’amministratore di sistema. Old but gold. Figura che nell’organigramma privacy risale ad un provvedimento del Garante Privacy del 27 novembre 2008, modificato il 25 giugno 2009 e rimasto pressoché intatto fino ad oggi. Il tutto, nonostante il nuovo quadro normativo introdotto dal GDPR e, soprattutto, le rilevanti modifiche del contesto tecnologico e del ruolo del sysadmin.

Certo, la definizione di amministratore di sistema pecca di un certo grado di vaghezza:

figura professionale dedicata alla gestione e alla manutenzione di impianti di elaborazione con cui vengano effettuati trattamenti di dati personali, compresi i sistemi di gestione delle basi di dati, i sistemi software complessi quali i sistemi ERP (Enterprise resource planning) utilizzati in grandi aziende e organizzazioni, le reti locali e gli apparati di sicurezza, nella misura in cui consentano di intervenire sui dati personali.

Il comune denominatore di questa categoria di operatori è però individuato nella capacità di accedere in modo privilegiato a risorse del sistema informativo e dati personali. Quindi si può dire che ci troviamo di fronte ad una definizione volutamente ampia. Molto ampia. Forse troppo.

Ma volendo guardare alla sostanza, il concetto che si segue è che da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Le quali, però, in ragione del quadro normativo in materia di protezione dei dati personali, comportano precisi obblighi di gestione in capo al titolare del trattamento. Che si traducono in misure da adottare.

Tutti questi obblighi permangono con l’applicazione del GDPR per espressa previsione dell’art. 22 co. 4 d.lgs. 101/2018, il quale prevede che i provvedimenti del Garante continuino ad applicarsi in quanto compatibili con il Regolamento.

Anzi, possiamo dire che in questo caso, ne escono rafforzati nelle proprie coordinate essenziali.

La designazione dell’amministratore di sistema.

All’interno delle misure e accorgimenti prescritti all’interno del provvedimento, al punto 4.2 è previsto l’obbligo di designazione individuale di ciascuno dei soggetti che svolgono le funzioni di amministratore di sistema, con l’elencazione analitica degli ambiti di operatività consentiti in base al profilo di autorizzazione assegnato.

Questa misura non è altro che una specificazione delle disposizioni degli artt. 29 e 32 par. 4 GDPR, che, rispettivamente, prevedono l’obbligo per il titolare di istruire i soggetti autorizzati all’accesso e di controllare che i soli soggetti istruiti abbiano accesso ai dati personali e svolgano operazioni di trattamento. Più in generale rientrano nelle misure organizzative di cui deve dotarsi il titolare per garantire un livello di sicurezza adeguato dei trattamenti.

In particolare, la designazione dell’amministratore di sistema è riconducibile nell’attribuzione di funzioni e compiti prevista dall’art. 2-quaterdecies Codice Privacy. Che nei contenuti minimi deve avere quanto previsto all’interno del citato punto del provvedimento, andando così a chiarire l´ambito di operatività in termini generali, per settori o per aree applicative. A ciò devono poi essere aggiunte tutte le istruzioni necessarie allo svolgimento delle operazioni, andando a specificare quali sono consentite nonché le eventuali condizioni per svolgere determinate attività.

Nel caso in cui un responsabile del trattamento svolga attività come amministratore di sistema, l’accordo di cui all’art. 28 GDPR andrà così integrato con la precisazione degli obblighi del provvedimento ivi inclusa la designazione individuale di tali soggetti. Che per buona prassi è bene che il titolare fornisca come modello allegato.

Gestire gli amministratori di sistema.

Andando un passo oltre, gli obblighi specifici riguardanti gli amministratori di sistema rientrano in una gestione degli accessi e dei privilegi. Attenzione, però, a ricordare che le misure indicate determinano delle soglie minime, ma non è detto che siano sufficienti. Come ricorda il Garante Privacy, infatti, adottare le misure “a catalogo” non significa avere un livello di sicurezza adeguato. Questo è infatti possibile raggiungerlo e comprovarlo solo attraverso un’analisi dei rischi.

Il provvedimento indica alcuni punti fondamentali di gestione, quali:

  • la valutazione delle caratteristiche soggettive;
  • la designazione individuale;
  • la tenuta di un elenco aggiornato degli amministratori di sistema;
  • la verifica delle attività svolte;
  • la registrazione degli accessi.

Ciascuno di questi aspetti è bene che venga approfondito e declinato correttamente, tenendo conto del contesto organizzativo e secondo quell’approccio risk-based su cui si fonda il sistema del GDPR.

Insomma: gli amministratori di sistema continuano ad esistere anche con il GDPR e la gestione del loro operato è e rimane una responsabilità ineliminabile in capo al titolare del trattamento.

Responsabilità che permane nonostante qualsivoglia clausola di esenzione o limitazione di responsabilità si voglia imporre o far sottoscrivere, perché deriva direttamente dal Regolamento il quale non ammette alcuna deroga a riguardo.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Stefano Gazzella 300x300
Privacy Officer e Data Protection Officer, è Of Counsel per Area Legale. Si occupa di protezione dei dati personali e, per la gestione della sicurezza delle informazioni nelle organizzazioni, pone attenzione alle tematiche relative all’ingegneria sociale. Responsabile del comitato scientifico di Assoinfluencer, coordina le attività di ricerca, pubblicazione e divulgazione. Giornalista pubblicista, scrive su temi collegati a diritti di quarta generazione, nuove tecnologie e sicurezza delle informazioni.
Aree di competenza: Privacy, GDPR, Data Protection Officer, Legal tech, Diritti, Meme
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Campagna di phishing su Signal in Europa: sospetto coinvolgimento di attori statali
Bajram Zeqiri - 07/02/2026

Le autorità tedesche hanno recentemente lanciato un avviso riguardante una sofisticata campagna di phishing che prende di mira gli utenti di Signal in Germania e nel resto d’Europa. L’attacco si concentra su profili specifici, tra…

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…