Cloudflare blackout globale: si è trattato di un errore tecnico interno. Scopriamo la causa
Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Cerca
TM RedHotCyber 970x120 042543
Crowdstrike 320×100
Cloudflare blackout globale: si è trattato di un errore tecnico interno. Scopriamo la causa

Cloudflare blackout globale: si è trattato di un errore tecnico interno. Scopriamo la causa

Redazione RHC : 19 Novembre 2025 08:58

Il 18 novembre 2025, alle 11:20 UTC, una parte significativa dell’infrastruttura globale di Cloudflare ha improvvisamente cessato di instradare correttamente il traffico Internet, mostrando a milioni di utenti di tutto il mondo una pagina di errore HTTP che riportava un malfunzionamento interno della rete dell’azienda.

L’interruzione ha colpito una vasta gamma di servizi – dal CDN ai sistemi di autenticazione Access – generando un’ondata anomala di errori 5xx. Secondo quanto riportato da Cloudflare che lo riporta con estrema trasparenza, la causa non è stata un attacco informatico ma un errore tecnico interno, scatenato da una modifica alle autorizzazioni di un cluster database.

Cloudflare ha precisato fin da subito che nessuna attività malevola, diretta o indiretta, è stata responsabile dell’incidente. L’interruzione, come riporta il comunicato di post mortem, è stata innescata da un cambiamento a un sistema di permessi di un database ClickHouse che, per un effetto collaterale non previsto, ha generato un file di configurazione anomalo utilizzato dal sistema di Bot Management.


Christmas Sale

Christmas Sale -40%
𝗖𝗵𝗿𝗶𝘀𝘁𝗺𝗮𝘀 𝗦𝗮𝗹𝗲! Sconto del 𝟰𝟬% 𝘀𝘂𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮 del Corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence" in modalità E-Learning sulla nostra Academy!🚀 Fino al 𝟯𝟭 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲, prezzi pazzi alla Red Hot Cyber Academy. 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝟰𝟬% 𝘀𝘂𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮.
Per beneficiare della promo sconto Christmas Sale, scrivici ad [email protected] o contattaci su Whatsapp al numero di telefono: 379 163 8765.


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

Tale “feature file”, contenente le caratteristiche su cui si basa il modello di machine learning anti-bot dell’azienda, ha improvvisamente raddoppiato le sue dimensioni a causa della presenza di numerose righe duplicate.

Questo file, aggiornato automaticamente ogni pochi minuti e propagato rapidamente a tutta la rete globale di Cloudflare, ha superato il limite previsto dal software del core proxy, causando un errore critico.

Il sistema che esegue l’instradamento del traffico – noto internamente come FL e nella sua nuova versione FL2utilizza infatti limiti rigidi per la preallocazione di memoria, con un massimo fissato a 200 feature. Il file corrotto ne conteneva più del doppio, facendo scattare un “panic” del modulo Bot Management e interrompendo l’elaborazione delle richieste.

Nei primi minuti dell’incidente, l’andamento irregolare degli errori ha portato i team di Cloudflare a sospettare inizialmente un massiccio attacco DDoS: il sistema sembrava infatti riprendersi spontaneamente per poi ricadere nel guasto, un comportamento insolito per un errore interno.

Questa fluttuazione era dovuta alla natura distribuita dei database coinvolti. Il file veniva generato ogni cinque minuti e, poiché solo alcune parti del cluster erano state aggiornate, il sistema produceva alternativamente file “buoni” e file “difettosi”, propagandoli istantaneamente a tutti i server.

Nell blog si legge :

Ci scusiamo per l’impatto sui nostri clienti e su Internet in generale. Data l’importanza di Cloudflare nell’ecosistema Internet, qualsiasi interruzione di uno qualsiasi dei nostri sistemi è inaccettabile. Il fatto che ci sia stato un periodo di tempo in cui la nostra rete non è stata in grado di instradare il traffico è profondamente doloroso per ogni membro del nostro team. Sappiamo di avervi deluso oggi“.

Con il passare del tempo, l’intero cluster è stato aggiornato e le generazioni di file “buoni” sono cessate, stabilizzando il sistema nello stato di errore totale. A complicare ulteriormente la diagnosi è intervenuta una coincidenza inaspettata: il sito di stato di Cloudflare, ospitato esternamente e quindi indipendente dall’infrastruttura dell’azienda, è risultato irraggiungibile nello stesso momento, alimentando il timore di un attacco coordinato su più fronti.

La situazione ha iniziato a normalizzarsi alle 14:30 UTC, quando gli ingegneri hanno individuato la radice del problema e interrotto la propagazione del file corrotto. È stato quindi distribuito manualmente un file di configurazione corretto e forzato un riavvio del core proxy. La piena stabilità dell’infrastruttura è stata ripristinata alle 17:06 UTC, dopo un lavoro di recupero dei servizi che avevano accumulato code, latenze e stati incoerenti.

Diversi servizi chiave hanno subito impatti significativi: il CDN ha risposto con errori 5xx, il sistema di autenticazione Turnstile non riusciva a caricarsi, Workers KV restituiva errori elevati e l’accesso alla dashboard risultava bloccato per la maggior parte degli utenti. Anche il servizio Email Security ha visto diminuire temporaneamente la propria capacità di rilevare lo spam a causa della perdita di accesso a una fonte IP reputazionale. Il sistema di Access ha registrato un’ondata di fallimenti di autenticazione, impedendo a molti utenti di raggiungere le applicazioni protette.

L’interruzione ha evidenziato vulnerabilità legate alla gestione distribuita della configurazione e alla dipendenza da file generati automaticamente con aggiornamenti rapidi. Cloudflare ha ammesso che una parte delle deduzioni del suo team durante i primi minuti dell’incidente si è basata su segnali fuorvianti – come il down del sito di stato – che hanno ritardato la corretta diagnosi del guasto. L’azienda ha promesso un piano di intervento strutturato per evitare che un singolo file di configurazione possa nuovamente bloccare segmenti così ampi della sua rete globale.

Cloudflare ha riconosciuto con grande trasparenza la gravità dell’incidente, sottolineando come ogni minuto di interruzione abbia un impatto significativo sull’intero ecosistema Internet, dato il ruolo centrale che la sua rete svolge.

L’azienda ha annunciato che questo primo resoconto sarà seguito da ulteriori aggiornamenti e da una revisione completa dei processi interni di generazione delle configurazioni e gestione degli errori di memoria, con l’obiettivo dichiarato di evitare che un evento simile possa ripetersi.

Seguici su Google News, LinkedIn, Facebook e Instagram per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica. Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

  • #vulnerabilità
  • blackout
  • cloudflare
  • Cloudflare blackout
  • errore interno
  • errori 5xx
  • gestione distribuita della configurazione
  • interruzione servizi
  • sistema di Bot Management
Immagine del sitoRedazione
La redazione di Red Hot Cyber è composta da un insieme di persone fisiche e fonti anonime che collaborano attivamente fornendo informazioni in anteprima e news sulla sicurezza informatica e sull'informatica in generale.

Lista degli articoli

Articoli in evidenza

Immagine del sito
Supply Chain. Aggiornavi Notepad++ e installavi malware: cosa è successo davvero
Di Redazione RHC - 16/12/2025

Una nuova versione, la 8.8.9, del noto editor di testo Notepad++, è stata distribuita dagli sviluppatori, risolvendo una criticità nel sistema di aggiornamento automatico. Questo problema è venuto ...

Immagine del sito
Pornhub: esposta la cronologia dei membri Premium. Scopriamo cos’è successo
Di Luca Galuppi - 16/12/2025

Questa non è la classica violazione fatta di password rubate e carte di credito clonate.È qualcosa di molto più delicato. Il data breach che ha coinvolto Pornhub nel dicembre 2025 rappresenta uno d...

Immagine del sito
Da studenti Cisco a cyber-spie di Stato: la vera origine di Salt Typhoon
Di Redazione RHC - 16/12/2025

Un recente studio condotto da SentinelLabs getta nuova luce sulle radici del gruppo di hacker noto come “Salt Typhoon“, artefice di una delle più audaci operazioni di spionaggio degli ultimi diec...

Immagine del sito
Sicurezza Wi-Fi Multilivello: La Guida Completa a Segmentazione, WPA3 e Difesa Attiva
Di Francesco Demarcus - 16/12/2025

Con l’espansione dell’Internet of Things (IoT), il numero di dispositivi connessi alle reti wireless è in continua crescita, sia nelle case che nelle aziende . Questo scenario rende la sicurezza ...

Immagine del sito
Pentesting continuo: Shannon porta il red teaming nell’era dell’AI
Di Redazione RHC - 15/12/2025

Shannon opera come un penetration tester che non si limita a segnalare vulnerabilità, ma lancia veri e propri exploit. L’intento di Shannon è quello di violare la sicurezza della tua applicazione ...