Un percorso poco visibile, utilizzato per la gestione dei certificati di sicurezza dei siti web, ha permesso per alcune settimane di aggirare le protezioni di Cloudflare e raggiungere direttamente i server delle applicazioni. La vulnerabilità è stata corretta alla fine di ottobre 2025, dopo una segnalazione formale e una fase di verifica.
Il problema è stato individuato il 9 ottobre 2025 e risolto definitivamente il 27 ottobre 2025, con il coinvolgimento anche del team di sicurezza di Crypto.com.
Cosa è successo
Cloudflare utilizza un percorso specifico per consentire alle autorità di certificazione di verificare il controllo di un dominio. Quel percorso, identificato come /.well-known/acme-challenge/, è normalmente usato solo per brevi operazioni automatiche.
Advertising
In questo caso, però, quel passaggio veniva trattato come un’eccezione. Le richieste dirette a quell’indirizzo venivano inoltrate ai server originali dei siti, anche quando tutte le altre connessioni erano bloccate dalle regole di sicurezza impostate dai clienti.
Un accesso non previsto
Durante alcuni controlli, i ricercatori hanno notato che, mentre le normali richieste venivano respinte, quelle dirette a quel percorso ricevevano comunque una risposta dai server interni. Non si trattava di un errore di configurazione isolato, ma di un comportamento ripetibile su più ambienti.
Per confermarlo, sono stati utilizzati siti di prova volutamente chiusi al traffico esterno. Anche in questi casi, l’accesso attraverso il percorso “.well-known” restituiva risposte provenienti direttamente dalle applicazioni.
Perché il problema era serio
L’accesso non si limitava a mostrare semplici pagine di errore. A seconda del tipo di applicazione, era possibile raggiungere aree normalmente non esposte o leggere informazioni interne.
In alcuni casi, questo permetteva di visualizzare impostazioni e dati sensibili. In altri, di accedere a file presenti sul server. Tutto questo avveniva senza superare i controlli di sicurezza normalmente applicati da Cloudflare.
Advertising
Le regole ignorate
Un altro aspetto critico riguardava le intestazioni delle richieste. Le protezioni che bloccano richieste sospette in base a determinati parametri non venivano applicate quando il traffico passava da quel percorso specifico.
Questo apriva la strada a manipolazioni più complesse delle richieste, aumentando i rischi per le applicazioni esposte.
Il ruolo dell’automazione
La segnalazione da parte dei ricercatori di Fearsoff evidenzia anche come strumenti automatizzati, oggi sempre più diffusi, possano rendere più semplice individuare su larga scala questi punti di accesso non protetti. Allo stesso tempo, strumenti di analisi avanzata sono stati utilizzati anche dai team di difesa per confermare il problema.
La verifica e la correzione
Prima della segnalazione ufficiale a Cloudflare, la vulnerabilità è stata verificata in modo indipendente dal team di sicurezza di Crypto.com, guidato dal CISO Jason Lau.
Dopo la segnalazione del 9 ottobre 2025, Cloudflare ha modificato il comportamento del sistema, impedendo che quel percorso speciale potesse aggirare le regole di sicurezza dei clienti. La correzione è stata completata il 27 ottobre 2025.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
Ritorna lunedì 18 e martedì 19 maggio la Red Hot Cyber Conference 2026, l’evento gratuito creato dalla community di Red Hot Cyber, che si terrà a Roma in Via Bari 18, presso il Teatro Italia. L’iniziativa è pensata per promuovere la cultura della sicurezza informatica, dell’innovazione digitale e della consapevolezza del rischio cyber. Rappresenta un punto di incontro tra professionisti, studenti, aziende e appassionati del settore, offrendo contenuti tecnici, workshop e momenti di confronto ad alto valore formativo.
L’edizione 2026 si svolgerà a Roma nelle giornate del 18 e 19 maggio presso il Teatro Italia e includerà attività formative, sessioni pratiche e la tradizionale Capture The Flag. L’evento è completamente gratuito, ma la partecipazione è subordinata a registrazione obbligatoria tramite i canali ufficiali, al fine di garantire una corretta organizzazione e gestione degli accessi.
Le iscrizioni saranno disponibili a partire dal 16 marzo 2026 attraverso la piattaforma Eventbrite, dove sarà possibile registrarsi ai diversi percorsi dell’evento: workshop, conferenza principale e competizione CTF. I link ufficiali di registrazione saranno pubblicati sui canali di Red Hot Cyber e costituiranno l’unico punto valido per la prenotazione dei posti all’evento.