
Un uomo sospettato di aver orchestrato una grande ondata di hacking è stato arrestato in Canada. L’hacker, utilizzando gli alias “Judische” e “Waifu“, è stato collegato a più di 165 violazioni di dati, comprese quelle di AT&T, Ticketmaster e Santander Bank.
L’arresto è stato reso possibile dopo una lunga indagine da parte delle forze dell’ordine internazionali e di esperti di sicurezza informatica. Secondo 404 Media, gli esperti sono riusciti a raccogliere informazioni importanti sul sospettato, che hanno permesso loro di accelerare il processo di cattura. È da notare che Judische ha contattato i giornalisti di 404 Media a metà ottobre ed ha espresso preoccupazione per un possibile arresto, affermando di aver distrutto o “rovinato” le prove.
In precedenza, i ricercatori avevano suggerito che l’hacker potesse trovarsi in Canada. La conferma di ciò è arrivata dopo che una fonte di 404 Media ha riportato il vero nome del sospettato come Connor Mouka. Nel database del tribunale canadese è stata trovata la registrazione di un’imminente udienza in cui appariva questo nome.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Il Dipartimento di Giustizia canadese ha successivamente confermato l’arresto su richiesta degli Stati Uniti. È stato riferito che l’arresto è stato effettuato il 30 ottobre e il caso sarà esaminato in un’udienza in tribunale il 5 novembre 2024.
Le fonti hanno anche affermato che prima del suo arresto, Judische ha condiviso con 404 Media i dettagli del suo viaggio nella comunità hacker “The Com”. Si tratta di una comunità di giovani hacker di origine anglofona, responsabile di numerosi attacchi informatici di alto profilo negli ultimi anni. Le attività dei membri dell’associazione includono crimini sia digitali che fisici per ottenere l’accesso a conti e fondi altrui.
La polizia canadese e l’FBI hanno rifiutato di commentare la situazione.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cyber ItaliaPer troppo tempo abbiamo interpretato la sicurezza informatica esclusivamente come una fredda barriera di firewall e algoritmi. Abbiamo dimenticato che dietro ogni schermo, ogni attacco e ogni innovazione, batte un cuore umano. In un panorama…
Cyber ItaliaNel monitoraggio quotidiano dei forum underground capita spesso di imbattersi in leak che, almeno a una prima lettura, sembrano “ordinari”: liste di credenziali, accessi a servizi legacy, dump poco strutturati. Il thread “NEW LEAK FTP LOGIN” comparso…
CulturaLinus Torvalds, il creatore di Linux, ha espresso una posizione ferma e senza mezze misure riguardo al dibattito sull’integrazione e l’uso di strumenti di intelligenza artificiale nella scrittura e revisione del codice del kernel di…
CybercrimeNel mondo di oggi la tecnologia non è più un mero strumento di efficienza o comodità, ma una leva geopolitica di primaria importanza. L’accesso a infrastrutture digitali, piattaforme cloud e sistemi di comunicazione non è…
CybercrimeImmaginate una situazione in cui Internet sembra funzionare, ma i siti web non si aprono oltre la prima schermata, le app di messaggistica sono intermittenti e le aziende sono in continuo cambiamento. Secondo gli autori…