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Combattere i cybercrimini con l’hacking legale: svolta americana

Combattere i cybercrimini con l’hacking legale: svolta americana

23 Agosto 2026 11:22
In sintesi

Il presidente Donald Trump ha firmato un memorandum il 12 agosto che autorizza le aziende private americane a condurre attacchi informatici contro criminali informatici stranieri, sotto la supervisione federale. Il programma mira a combattere le Organizzazioni Criminali Transnazionali Cyber-Enabled (CE-TCO), che utilizzano tecnologie digitali contro cittadini e interessi statunitensi. Le perdite causate da tali attività sono stimate a oltre 20,8 miliardi di dollari nel 2025.

Per la prima volta, come abbiamo riportato recentemente, le aziende americane avranno l’opportunità di penetrare legalmente nei sistemi, interrompere le operazioni e persino distruggere l’infrastruttura dei criminali informatici al di fuori degli Stati Uniti d’America.

Ma non stiamo parlando di una licenza gratuita per il “response hacking. Ciascuna di queste operazioni può essere effettuata da una società privata solo con il permesso delle autorità federali, secondo un piano approvato dal governo degli Stati Uniti.

Il 12 agosto il presidente Donald Trump ha firmato un memorandum che ordina al Centro di coordinamento nazionale della Homeland Security Task Force di creare un nuovo programma per combattere i gruppi e cartelli stranieri di criminalità informatica.

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Le norme dovranno essere predisposte entro 60 giorni, cioè entro l’11 ottobre circa.

Il programma è rivolto alle cosiddette CE-TCO, ovvero Organizzazioni Criminali Transnazionali Cyber-Enabled. Con questo termine la Casa Bianca si riferisce a organizzazioni criminali transnazionali straniere che utilizzano le tecnologie digitali contro cittadini, aziende, agenzie governative o interessi statunitensi.

Questa categoria include potenzialmente operatori di ransomware, grandi reti di truffe, circuiti di phishing, circuiti di ricatto sessuale e call center fraudolenti stranieri.

Le autorità americane spiegano l’insolito passo avanti in base alla portata del problema. Secondo i dati della Casa Bianca, nel 2025, gli americani hanno riportato perdite per oltre 20,8 miliardi di dollari a causa della criminalità che utilizza le tecnologie digitali.

L’importo riflette solo il danno dichiarato, quindi le perdite effettive potrebbero essere notevolmente più elevate.

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Fino ad ora, un’azienda privata americana poteva indagare su infrastrutture dannose, trasferire dati alle forze dell’ordine, bloccare i propri servizi o cercare di chiudere i server di altre persone tramite tribunali e fornitori.

Infiltrarsi di propria iniziativa nel server di un criminale e cancellare i dati significava solitamente oltrepassare i limiti della legge.

Il nuovo programma crea un meccanismo grazie al quale gli appaltatori selezionati potranno svolgere azioni molto più aggressive sotto la supervisione federale.

Il Memorandum introduce due tipologie di operazioni. La prima si chiama Cyber ​​Surveillance Operation ed è in realtà una cyber intelligence segreta. Il contraente potrà penetrare nei sistemi informativi senza il permesso del proprietario, raccogliere informazioni e preparare dati per un futuro attacco.

Tale operazione può comportare un’interferenza temporanea con il sistema se l’interferenza è necessaria a fini di ricognizione e non dovrebbe causare danni fisici.

Il secondo tipo, offre funzionalità significativamente più ampie. I partecipanti saranno in grado di manipolare i sistemi informativi, interromperne o bloccarne il funzionamento, comprometterne l’accessibilità e distruggere reti, dati e infrastrutture digitali. Il linguaggio si applica non solo ai server ordinari, ma anche alle reti di telecomunicazione, ai sistemi di controllo industriale, ai controller integrati e agli oggetti fisici che dipendono dai computer per il loro funzionamento.

Allo stesso tempo, il nuovo schema è fondamentalmente diverso dal classico hack back, in cui la vittima di un attacco identifica autonomamente l’aggressore e contrattacca. Un’azienda privata non sarà in grado di scegliere il proprio obiettivo preferito e iniziare l’hacking. Il programma sarà supervisionato congiuntamente dal Dipartimento di Giustizia e dal Dipartimento per la Sicurezza Interna e ogni pacchetto operativo dovrà ricevere l’approvazione scritta prima che inizi un attacco.

Le aziende potranno proporre i propri obiettivi utilizzando le informazioni ricevute da altre aziende, agenzie federali, autorità statali e forze dell’ordine locali. Lo Stato deve quindi rivedere l’obiettivo, confrontare il futuro attacco con altre operazioni americane e decidere se lo scenario proposto può essere lanciato.

Il quadro per la prevenzione dei conflitti copre i dipartimenti di giustizia, stato, tesoro, guerra e comunità di intelligence. Tale controllo è necessario affinché un appaltatore privato, ad esempio, non distrugga un server che l’FBI o l’intelligence americana stanno monitorando da diversi mesi.

Nella parte aperta del memorandum non vi è alcun obbligo separato di coordinare ciascuna operazione con le forze dell’ordine straniere. Ciò lascia il rischio che un appaltatore statunitense manometta le infrastrutture che la polizia di un altro paese già utilizza nelle proprie operazioni. 

La questione della responsabilità legale non è stata completamente risolta. Il governo degli Stati Uniti intende condurre operazioni nell’ambito dei propri poteri di applicazione della legge, comprese le eccezioni previste dal Computer Fraud and Abuse Act per le attività legittime di applicazione della legge e di intelligence. Ma lavorare per conto degli Stati Uniti non garantisce all’appaltatore una protezione automatica dalle rivendicazioni delle vittime, dai procedimenti penali all’estero o dalle ritorsioni da parte di paesi stranieri.

È indicativo la rapidità con cui è cambiata la posizione di Washington..


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Luigi Zullo 300x300
Ricercatore di sicurezza informatica con esperienza nell’analisi delle vulnerabilità, nella mitigazione del rischio cyber, nelle attività di red teaming ed ethical hacking e nella protezione di sistemi complessi. Specializzato in penetration testing e Threat Intelligence, contribuisce al rafforzamento della resilienza digitale di infrastrutture e reti aziendali.
Aree di competenza: Penetration Testing, Threat Intelligence, Red Teaming, Vulnerability Assessment, Incident Response