Centinaia di dipendenti di OpenAI stanno chiedendo le dimissioni del consiglio di amministrazione. Hanno inoltre minacciato di dimettersi dopo la repentina rimozione del CEO Sam Altman e la sua successiva assunzione da parte di Microsoft durante un fine settimana tumultuoso.
Il caos generato dal consiglio di amministrazione di OpenAI
In una lettera ottenuta dalla CNN, oltre 500 dipendenti accusano il consiglio di OpenAI di aver gestito in modo inadeguato il licenziamento di Altman. Affermando che non sono state fornite prove sufficienti per giustificare l’allontanamento e che ciò è avvenuto in modo “non leale” nei confronti della leadership aziendale.
“Le tue azioni dimostrano che non sei idoneo a supervisionare OpenAI”, scrivono i dipendenti. “Non possiamo lavorare con persone prive di competenza, giudizio e attenzione alla nostra missione e ai nostri dipendenti”.
Advertising
I dipendenti minacciano di seguire Altman in Microsoft a meno che il consiglio non si dimetta e reintegri Altman e Greg Brockman. Tra i firmatari ci sono figure di spicco come Mira Murati, recentemente nominata come successore ad interim di Altman. Inoltre è presente Ilya Sutskever, co-fondatore e capo scienziato.
Il consiglio di OpenAI è stato criticato per la gestione della crisi. Sono state sollevate domande sul futuro dei membri non dipendenti, tra cui Adam D’Angelo di Quora, Tasha McCauley e Helen Toner.
La lettera mette in luce le divisioni interne di OpenAI e solleva interrogativi sulle decisioni del consiglio durante la crisi di leadership. In una pubblica dichiarazione di scuse su X, Sutskever ha riconosciuto il suo contributo alla crisi e ha espresso rammarico, impegnandosi a riunire l’azienda. La lettera evidenzia il forte sostegno per Altman tra i dipendenti e indica che Microsoft ha garantito posizioni per tutti i dipendenti di OpenAI.
Dopo il messaggio di Sutskever, Altman ha condiviso le scuse su X aggiungendo un breve commento con tre emoji a forma di cuore. La situazione continua a evolversi.
Abbiamo chiesto a ChatGPT cosa ne pensa
Abbiamo chiesto a ChatGPT cosa pensa di tutta questa situazione e sotto trovate la sua risposta.
Advertising
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
Sono aperte le iscrizioni al corso in Live Class “AGENTIC AI CYBER OPERATIONS (AACO)”. La cybersecurity sta entrando nell'era degli AI Agent: sistemi capaci di ragionare, utilizzare strumenti, orchestrare attività e portare avanti operazioni complesse. Ma come funzionano davvero dal punto di vista tecnico? Con AACO, Red Hot Cyber porta i professionisti della cybersecurity a toccare con mano gli strumenti agentici, attraverso una Live Class in italiano con 15 ore di formazione, laboratori pratici e scenari reali. Agentic AI, Tool Calling, MCP, orchestrazione di agenti, OSINT, Threat Intelligence, vulnerability assessment e automazione delle operazioni di cybersecurity. Non un corso per imparare a usare un chatbot, ma un percorso per capire, costruire e governare sistemi agentici applicati alla sicurezza informatica.