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Conclamati i pregiudizi razziali nelle IA che generano immagini. I dataset devono essere regolamentati

Conclamati i pregiudizi razziali nelle IA che generano immagini. I dataset devono essere regolamentati

28 Dicembre 2023 08:32

Un nuovo studio dell’Australian National University (ANU) ha scoperto che i volti dei bianchi generati dall’intelligenza artificiale (AI) sembrano più realistici dei veri volti umani. La scoperta solleva interrogativi sui pregiudizi razziali e sui rischi di diffondere disinformazione nelle tecnologie di intelligenza artificiale.

Nello studio, un numero maggiore di partecipanti considerava i volti bianchi generati dall’intelligenza artificiale come persone reali, al contrario dei volti delle persone di colore. Secondo la dottoressa Amy Dowell, autrice senior dello studio, la ragione di ciò è che gli algoritmi di intelligenza artificiale sono addestrati in modo sproporzionato sui dati dei volti bianchi.

Questo “iperrealismo” dell’intelligenza artificiale potrebbe avere gravi conseguenze, soprattutto per le persone di colore, aumentando i pregiudizi razziali online. Il problema è già visibile nelle attuali tecnologie di intelligenza artificiale utilizzate per creare ritratti professionali, in cui l’intelligenza artificiale cambia il colore della pelle e degli occhi delle persone dalla pelle scura in quelli chiari.

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I ricercatori hanno anche scoperto che le persone spesso non sono consapevoli di essere ingannate da individui generati dall’intelligenza artificiale. 

Le persone che credono che i volti generati siano reali sono spesso fiduciosi nei loro giudizi senza sapere che si sbagliano. Si scopre che ci sono differenze fisiche tra i volti generati dall’intelligenza artificiale e i volti umani reali, ma le persone li interpretano erroneamente. Ad esempio, i volti bianchi dell’intelligenza artificiale sono spesso più proporzionati, il che viene percepito come un segno di umanità.

I ricercatori avvertono che questa tendenza potrebbe contribuire alla diffusione della disinformazione e del furto di identità. Chiedono una maggiore trasparenza nelle tecnologie di intelligenza artificiale in modo che i ricercatori e il pubblico possano identificare tempestivamente i problemi. Anche una maggiore consapevolezza pubblica può svolgere un ruolo importante, poiché le persone non sono più in grado di riconoscere i volti generati dall’intelligenza artificiale. Educare le persone a riconoscere il realismo dei volti dell’intelligenza artificiale potrebbe aiutare la società a pensare in modo critico alle immagini che vedono online.


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