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Cyberwar, politica e intelligence. Spesso si cammina in un terreno difficile

Autore: Roberto Villani

Lo abbiamo raccontato mille volte, e non smetteremo mai di scriverlo, il cyber mondo moderno vede le spie e le intelligence di tutti i paesi costantemente impegnati.

Non ci sono gap o pause per chi incaricato dai rispettivi governi, deve esplorare il web alla ricerca delle minacce o delle possibili attività vantaggiose che possono aiutare il proprio paese.

Maggiore e forte è l’identità nazionale costruita in un paese sia con una rivoluzione, sia con una democrazia, sia con un regno o una autocrazia come quella Iraniana, maggiore è l’impegno delle agenzie di intelligence nel proteggere gli interessi governativi.

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Pensare di bucare queste identità semplicemente credendo nel dio denaro è un errore, e se molte volte ha portato successi, altrettanto vero è che non sono mai stati contati gli insuccessi o meglio i denari spesi.

Si “entra” in un paese attraverso i media, i social network e le piattaforme digitali, comprese quelle dei giochi; il cinema e la radio, se pur non moderni, sono “veicoli” di penetrazione per attività di intelligence ostile.

Le relazioni internazionali possono essere variabili in funzione degli interessi tra chi si sta relazionando, triangolazioni e collaborazioni vanno valutate in ogni occasione, ogni novità accademica, della ricerca scientifica, un brevetto nuovo, una nuova molecola farmacologica, nuovi sviluppi energetici o nuove soluzione per il risparmi energetico, finanche un modello di veicolo che possa portare al suo inventore ed il paese di nascita del suo inventore, è un target da individuare ed indagare da parte delle intelligence, e domani delle cyber-intelligence.

La guerra cyber sempre più sotterranea non conosce pause.

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Quanto avvenuto recentemente tra Iran e Albania dimostra come non mai, quanto già avevamo anticipato nello scontro globale che vede coinvolti i paesi NATO.

L’Albania, nuovo socio del patto atlantico ha subito un attacco informatico che ha costretto il paese delle aquile a cacciare i rappresentanti diplomatici iraniani. Nelle relazioni internazionali questo gesto è il più alto grado di criticità relazionale, e propedeutico quasi sempre a maggiori tensioni.

Fra l’altro come ben descritto dalla stampa nazionale ed internazionale, questa è la prima volta che si interrompono relazioni diplomatiche a causa di un attacco informatico.

Se ancora non è stato compreso questo grande gioco, saremo sempre target per tutto il mondo intorno a noi.

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