Le autorità statunitensi, hanno sequestrato due siti che producono deepfake pornografici, con il nome di CFAKE e SOCFAKE, in una operazione internazionale contro la diffusione di contenuti non consensuali. I siti in questione, pubblicavano immagini e video manipolati di donne reali senza il loro consenso
Le autorità, con il supporto delle forze di polizia italiane e francesi, hanno messo a segno questa importante operazione contro i contenuti pornografici generati tramite intelligenza artificiale.
Il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti, il DHS e l’Homeland Security Investigations (HSI), hanno disposto il sequestro dei due domini CFAKE.com e SOCFAKE.com. si tratta di piattaforme che ospitano e distribuiscono migliaia di immagini e video deepfake a sfondo sessuale.
Secondo quanto emerso, i siti pubblicavano contenuti creati digitalmente i quali ritraevano donne reali, generalmente personaggi pubblici, in situazioni sessualmente esplicite senza il loro consenso.
Tra le vittime ci sono donne impegnate in attività politiche, giornalistiche, presentatrici televisive, atlete e celebrità.
I materiali che vengono realizzati utilizzando tecnologie di intelligenza artificiale, sono capaci di creare immagini estremamente realistiche, rendendo difficile distinguere un contenuto falso da un contenuto reale.
L’operazione, rappresenta un importante passaggio per la lotta contro questo fenomeno in crescita. La tecnologia ha abbassato drasticamente le barriere tecniche necessarie per creare deepfake, favorendo la proliferazione di intere piattaforme dedicate alla pornografia non consensuale.
Le autorità americane, hanno sequestrato i due domini e questo è stato possibile grazie alle normative introdotte negli USA, per contrastare la diffusione di immagini intime e manipolate. L’obiettivo è colpire non solo gli autori materiali dei contenuti, ma anche l’infrastruttura che ne consente la distribuzione.
Rilevante è stato il contributo all’indagine dal punto di vista internazionale. Secondo le informazioni diffuse, l’attività investigativa è partita da una segnalazione della nostra Polizia di Stato italiana, successivamente poi condivisa con le autorità statunitensi e francesi attraverso i consueti canali di cooperazione previsti dalla Convenzione di Budapest. La collaborazione tra i Paesi ha portato all’arresto di una persona in Francia e al sequestro di criptovalute.
L’operazione segna un precedente storico nel contrasto all’abuso delle tecnologie di intelligenza artificiale.
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Se da un lato l’IA rappresenta uno strumento di innovazione, dall’altro evidenzia la necessità di sviluppare strumenti normativi, investigativi e tecnologici che possano prevenire utilizzi illeciti che possono arrecare danni alla reputazione, alla privacy e alla dignità delle persone coinvolte.
La chiusura di CFAKE e SOCFAKE rappresenta un primo passo di una e ampia offensiva internazionale contro le piattaforme che usano l’intelligenza artificiale per generare e distribuire contenuti espliciti non consensuali.
Si tratta di un fenomeno che le autorità considerano oggi una delle nuove frontiere del cybercrime.
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