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il logo di deepseek al centro illuminato dall'alto e tutto in torno robot umanoidi che competono alla corsa dell'intelligenza artificiale. immagine tecnologica, futuristica, la bandiera della cina come sfondo, colore e luce.

DeepSeek raccoglie 15 miliardi di dollari! la Cina si prepara la sfida definitiva a OpenAI ed Anthropic

23 Ottobre 2026 07:35
In sintesi

L'azienda cinese di intelligenza artificiale DeepSeek ha raccolto circa 100 miliardi di yuan ($15 miliardi) nel suo ultimo round di finanziamento, con investitori principali Contemporary Amperex Technology e Tencent Holdings. La fonte informata ha rivelato che l'obiettivo di finanziamento è stato raddoppiato da 50 a 80 miliardi di yuan, raggiungendo la somma finale di 100 miliardi di yuan. Siamo ancora lontani dai finanziamenti di OpenAI ed Anthropic, ma sappiamo che proprio la carenza di hardware ha portato la Cina a competere con i modelli statunitensi riducendo costi di apprendimento e di inferenza.

La vera corsa all’intelligenza artificiale, non riguarda più soltanto chi riesce a sviluppare il modello più potente, ma soprattutto chi riuscirà a imporre il modo in cui questa tecnologia verrà utilizzata e distribuita.

Da una parte ci sono gli Stati Uniti, con un ecosistema che punta anche sul controllo delle piattaforme cloud, dei prompt e dell’inferenza, mantenendo i modelli all’interno di infrastrutture centralizzate e a pagamento.

Dall’altra ci sono realtà come DeepSeek, che attraverso il rilascio aperto dei pesi dei propri modelli (open weight) consentono alle aziende di integrarli direttamente nei propri datacenter, mantenendo un maggiore controllo sui dati e riducendo la dipendenza dai costosi servizi cloud.

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Privacy contro centralizzazione, modelli aperti contro abbonamenti e costi di inferenza: è anche su questo terreno che si giocherà la prossima battaglia dell’intelligenza artificiale.

Ma ritorniamo al titolo. L’azienda cinese di intelligenza artificiale DeepSeek ha raccolto circa 100 miliardi di yuan (15 miliardi di dollari) nell’ambito dell’ultimo round di finanziamento, diventando uno dei più grandi del paese. Tali ingenti investimenti indicano l’intenzione della startup di competere nel mercato globale con i sviluppatori occidentali come OpenAI e Anthropic.

Secondo una fonte informata, DeepSeek ha raddoppiato l’obiettivo di finanziamento durante le trattative con gli investitori. Inizialmente si parlava di aumentare l’importo degli investimenti da 50 a 80 miliardi di yuan, per poi raggiungere la somma finale di 100 miliardi di yuan. I principali investitori di questo round di finanziamento sono stati il produttore di batterie Contemporary Amperex Technology e Tencent Holdings.

Nel 2025, DeepSeek ha provocato un crollo dei mercati globali per 1 trilione di dollari, dimostrando la capacità di competere con i leader del settore dell’IA a costi di sviluppo significativamente inferiori per le reti neurali.

Al contempo, l’azienda non ha mai avuto a disposizione un volume di risorse finanziarie pari a quello degli sviluppatori americani più avanzati. L’attuale round di finanziamento mostra che questo squilibrio si sta gradualmente riducendo, anche se DeepSeek ha ancora sostanzialmente meno capacità finanziarie rispetto a OpenAI o Anthropic, ciascuna delle quali ha raccolto oltre 100 miliardi.

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Secondo la fonte, DeepSeek si sta preparando per l’uscita in borsa, che sarà un passo importante per l’azienda.

Negli ultimi tempi, DeepSeek sta spendendo più risorse nella costruzione di centri di elaborazione dati per l’IA e nello sviluppo di un maggior numero di modelli con codice sorgente aperto. L’azienda rilascia regolarmente modelli ad alte prestazioni e relativamente economici, il che aumenta la pressione sui concorrenti locali e aiuta ad attrarre clienti negli Stati Uniti e in altri mercati esteri.

In questo scenario, gli investimenti miliardari raccolti da DeepSeek (che sono ancora molto inferiori rispetto alle controparti statunitensi) dimostrano che la partita è tutt’altro che chiusa e che il confronto non sarà soltanto tecnologico, ma anche economico, strategico e geopolitico.

La vera domanda è quale modello di distribuzione prevarrà: un’intelligenza artificiale accessibile attraverso piattaforme controllate da pochi grandi operatori oppure modelli che ogni azienda potrà eseguire e governare autonomamente.

E mentre i giganti americani e cinesi si contendono questo mercato, per NVIDIA la questione è, in fondo, secondaria: che vinca il cloud proprietario o l’AI open-weight installata nei datacenter aziendali, entrambi richiedono potenza di calcolo. La competizione tra modelli può cambiare gli equilibri del settore, ma finché l’intelligenza artificiale avrà bisogno di acceleratori, la domanda di hardware resterà al centro della partita. Sempre.


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Carolina Vivianti 300x300
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance