L’Europa sta alzando il livello di guardia sulla propria dipendenza dai principali fornitori di cloud statunitensi. Amazon, Google e Microsoft sono sotto attenta osservazione, con l’obiettivo di salvaguardare la stabilità economica e la sicurezza dei dati sensibili. La questione è ormai concreta, coinvolgendo direttamente le infrastrutture critiche europee.
Le istituzioni spingono per una maggiore “sovranità digitale”, riducendo la vulnerabilità derivante dalla dipendenza tecnologica extraeuropea. Questo approccio non mira solo a limitare rischi informatici, ma anche a garantire che i sistemi economici restino sotto controllo locale, proteggendo le economie dei Paesi membri.
Maria Luís Albuquerque, commissaria europea per i servizi finanziari, ha evidenziato quanto sia fondamentale controllare le tecnologie strategiche. Le sue parole, pronunciate durante una conferenza sul fintech a Bruxelles, sottolineano l’importanza della sicurezza tecnologica per la resilienza finanziaria dell’UE.
Un rappresentante della banca centrale olandese ha aggiunto che la forte dipendenza da pochi provider rende le istituzioni finanziarie europee più esposte a possibili attacchi informatici. Alcune banche stanno già diversificando la propria infrastruttura per ridurre questa vulnerabilità.
Le tensioni geopolitiche e l’aumento della complessità dei cyber-rischi amplificano ulteriormente la necessità di controllare le infrastrutture critiche. La sicurezza digitale non è più un optional, ma una priorità strategica per la stabilità del sistema finanziario.
L’UE ha individuato 19 fornitori esterni critici per il settore finanziario, tra cui Amazon Web Services, Google Cloud e Microsoft. Questo evidenzia quanto i cloud americani siano integrati nelle operazioni economiche europee e quanto sia urgente monitorare la loro influenza.
La classificazione dei fornitori critici riflette la necessità pratica di ridurre i rischi operativi. Non si tratta di un concetto politico astratto, ma di una misura concreta per limitare possibili interruzioni dei servizi.
La Banca Centrale Europea aveva già lanciato segnali d’allarme, indicando che guasti tecnologici e tensioni internazionali rappresentano minacce reali per il settore bancario, rafforzando la necessità di una gestione proattiva.
L’UE promuove la diversificazione dei fornitori e la creazione di infrastrutture resilienti. Monitorare i cloud esterni è parte integrante di questa strategia, con regolamentazioni e controlli già in fase di implementazione.
Quanto riportato da Reuters conferma la centralità della questione, mostrando come la dipendenza dai cloud americani rappresenti un rischio reale e perché sia essenziale un approccio europeo proattivo.
Per la community di Red Hot Cyber proteggere le infrastrutture digitali non è solo una questione tecnica. Anticipare i rischi, diversificare e mantenere il controllo locale è l’unico modo per garantire stabilità e resilienza, prevenendo crisi future nel settore finanziario e tecnologico. Tutto questo è stato scritto nell’articolo “E se domani gli USA spegnessero il cloud? L’UE non ha un piano e legifera pensando poco” che vi invitiamo a leggere.
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